10 Maggio 2019

Visitare Dharamsala, residenza del Dalai Lama

dharamsala

Dharamasala India

Dharamsala è il capoluogo del distretto di Kangra, nello stato federato dell’Himchal Pradesh, nell’India Settentrionale. È una piccola cittadina di circa 20.000 abitanti, a circa 1200 m di altitudine ed è nota soprattutto per essere l’attuale dimora del Dalai Lama e sede del governo tibetano in esilio. Più precisamente, la sede del governo e la residenza del Dalai Lama si trovano nella città alta, rispettivamente a Gangchen Kyishong e nel villaggio di McLeod Ganj.

La città, soprannominata Piccola Lhasa, è divisa in due aree a circa 9 km l’una dall’altra, ma con oltre 1000 m di dislivello. La parte inferiore di Dharamsala comprende la maggior parte degli uffici governativi, le scuole, l’ospedale locale, le aree commerciali ed anche alcuni giardini del tè. È una tipica cittadina indiana che, a parte la stazione degli autobus, è poco interessante per i turisti. Si può godere la vista mentre si guida attraverso. La parte superiore di Dharamsala, conosciuta più comunemente come McLeod Ganj, prende il nome da David McLeod, governatore britannico del Punjab. La Piccola Lhasa è tuttoggi il luogo di accoglienza per i nuovi arrivi, ma spesso i centri appositamente creati non riescono a fronteggiare le richieste.

Il nome deriva dal sanscrito e una traduzione letterale è impossibile, a causa della ricchezza semantica dei termini “dharma” e “shala”, ma può essere reso come “dimora spirituale”. In hindi il termine è comunemente usato per indicare i rifugi che ospitano i pellegrini in aree remote e probabilmente il primo insediamento, da cui si è originata la città, aveva questo scopo.

Fino al periodo coloniale, Dharamsala e i suoi dintorni erano governati dalla dinastia dei Katoch (ancora oggi la famiglia reale ha qui una residenza), originari di Kangra, e non dai Gaddis, cioè gli abitanti autoctoni. Dal 1848 l’intera area fu un diretto possedimento britannico e nel 1860 l’esercitò vi costruì una nuova base militare. Sotto il Raj britannico la zona fu annessa al Punjab ed oltre ad una base militare, Dharamsala divenne una popolare stazione collinare per gli inglesi che lavoravano a Delhi o nelle vicinanze, offrendo un luogo fresco in cui rifugiarsi nei caldi mesi estivi.

Nel 1905 un forte terremoto colpì la zona, causando la morte di ben 20.000 persone, di cui 1.600 circa solo a Dharamsala. Molti edifici e strutture della regione furono completamente distrutte e a causa del disastro gli inglesi trasferirono la loro capitale estiva a Shimla. Del periodo inglese restano molte tracce, tra cui lo stadio di cricket, uno dei più belli del mondo.

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DHARAMSALA DALAI LAMA

L’insediamento tibetano giunse a Dharamsala solo nel 1959, quando il Dalai Lama fu costretto a scappare dal Tibet a causa della minaccia cinese; il primo ministro indiano gli permise di trasferirsi a McLeod Ganj (Dharamshla alta) assieme ai suoi seguaci. Poco dopo sorse l’intero complesso Tsuglagkhang, che comprende il Photang (residenza del Dalai Lama), il Museo del Tibet, il Tempio di Tsuglagkhang e il tempio Namgyal, dove Sua Santità impartisce i suoi insegnamenti, sia ai tibetani che agli stranieri.

Il complesso è un luogo di pellegrinaggio per fedeli ed esuli tibetani; uno dei rituali buddhisti prevede di passeggiare attorno al complesso, facendo girare le ruote di preghiera al proprio passaggio. Se si è fortunati, è possibile vedere il Dalai Lama (cosa difficile poiché viaggia moltissimo) ed anche partecipare ai suoi insegnamenti pubblici; i posti sono limitati e bisogna prenotarsi diverso tempo prima.

Col tempo diverse migliaia di esuli tibetani si sono stabiliti nella zona e la maggior parte vive intorno a McLeod Ganj nell’Alta Dharamsala o nei dintorni; molti monasteri, templi e scuole sono stati costruiti per rispondere alle esigenze della sempre maggiore popolazione. Dharamsala è diventata anche un’importante destinazione turistica con molti hotel e ristoranti, portando alla crescita del turismo e del commercio.

Più di 117 monasteri ed una serie di istituzioni sono stati ricostituiti in esilio: la prima fu la TIPA – Tibetan Institute of Performing Art, che ha preservato il Lhamo, opera di folklore nazionale, nonché tutte le altre tradizioni teatrali, musicali e le dande tipiche del Tibet. Qui artigiani specializzati producono ancora strumenti musicali, costumi e maschere seguendo le antiche tradizioni e l’istituto porta avanti anche un programma di commedie a tema sociale.

Nel 1960 fu aperto anche il Museo di Medicina e Astrologia tibetane ed inizialmente aveva la funzione di piccolo dispensario di medicine tibetane, ma oggi è diventato un grande complesso, che comprende un collegio per gli studenti e produce oltre 200 differenti pillole a base di erbe e/o minerali.

La Biblioteca delle opere e degli archivi tibetani fu, invece, aperta nel 1970 e custodisce più di 80.000 manoscritti tra cui opere d’arte rarissime della cultura tibetana ed è considerata una delle più importanti istituzioni di Tibetanologia al mondo. Al suo interno troviamo 8 dipartimenti: Studi Tibetani; Storia e documentazione filmata; Pubblicazioni; Ricerca e traduzioni; Sala di lettura; Scuola di Pittura e Tanka; Museo; Scuola di intaglio del legno. Inoltre, qui lavora un gruppo di studiosi, che si occupa di ricerca, traduzioni, istruzione e pubblicazione di libri e si svolgono regolarmente corsi di filosofia buddhista e lingua tibetana.

Anche dal punto di vista paesaggistico, Dharamsala è molto suggestiva: immersa tra le montagne e incorniciata da grandi foreste di conifere, con tanti percorsi di trekking che partono da qui e si snodano tra montagne e colline. Dharamsala è famosa anche per le lussureggianti piantagioni di tè, in cui è coltivato anche il famoso tè Kangra, considerato tra i migliori in India, rinomato per contenere i più alti livelli di antiossidanti tra le varie tipologie di tè verde. Oltre al Kangra, qui si producono anche tè nero, verde, oolong e bianco.

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VISITARE DHARAMSALA

Conscious Journeys propone due itinerari che comprendono una tappa a Dharamsala India:

  1. Dieci giorni da monaco a Dharamsala (11 gg): un itinerario breve, ma intenso, che comprende una profonda esperienza spirituale in un autentico monastero buddhista. A Dharamsala Dalai Lama è la ragione per cui migliaia di pellegrini si inerpicano tra le montagne, per meditare ed apprendere i suoi preziosi insegnamenti. Visitare questa cittadina ed i suoi templi, immergersi nella cultura del Buddhismo Tibetano, scoprire in prima persona le regole della vita monastica, saranno esperienze uniche ed indimenticabili che renderanno questo viaggio diverso da qualsiasi altro mai fatto. L’intento è proprio quello di promuovere uno scambio culturale autentico, che possa portare ad una vera comprensione dell’altro e di una cultura diversa dalla propria.
  2. Monaco per un mese (22 gg): un ritiro spirituale nella quiete della Valle dello Spiti, visitando luoghi fondamentali per il Buddhismo ed apprendendone gli insegnamenti. Shimla, Kalpa, Tabo, Kaza, Dharamsala e altre località suggestive attendono solo di essere visitate, per avvolgere i viaggiatori nelle loro atmosfere uniche. Vivere nei monasteri, rispettare le loro regole e tempi, meditare e provare ad uscire da se stessi, per contemplare l’esistenza da una prospettiva più alta; apprendere le basi di una cultura millenaria ed incredibilmente complessa; mettersi alla prova uscendo dalla propria comfort zone e confrontandosi con uno stile di vita lontano dalle proprie abitudini. Tutti questi aspetti si uniscono in questo itinerario, che travalica il senso di viaggio intenso come spostamento da un punto all’altro, per diventare viaggio interiore, per arricchire noi stessi nell’incontro con l’altro.
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