14 giugno 2017

Induismo, una delle culture religiose più antiche del mondo

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Induismo

L’Induismo, più precisamente denominato Sanātana Dharma, è una delle principali religioni del mondo, forse la più antica e di sicuro una delle più seguite, con quasi 1 miliardo di fedeli nella sola India. Dare una definizione di Induismo in breve è molto difficile, si potrebbe provare a spiegarlo utilizzando le parole di Gavin Flood, docente di Induismo e Religioni comparate ad Oxford:

“Una risposta semplice potrebbe essere che il termine Induismo indica la religione della maggioranza della popolazione di India e Nepal e quella di alcune comunità, presenti in altri continenti, che si riferiscono a se stesse come indù. Le difficoltà sorgono nel momento in cui cerchiamo di capire esattamente che cosa questo significhi, in quanto le differenze all’interno dell’Induismo sono davvero profonde, così come è lunga e complessa la storia che lo caratterizza. Qualcuno, dall’interno o dall’esterno della tradizione, potrebbe sostenere che a causa di queste differenze non esiste nulla che possa essere definito Induismo, qualcun altro potrebbe al contrario affermare che esiste, malgrado le differenze, un’essenza che struttura e modella le manifestazioni dell’Induismo. La verità risiede probabilmente in qualche punto compreso tra queste due affermazioni.”

L’India si è contraddistinta attraverso i secoli per la sua innata tendenza alla ricerca del sacro e del divino, quasi si trattasse di una urgenza primordiale e vanta, tra i vari appellativi che le sono stati assegnati, quello di ‘culla del mondo’. È come se si muovesse all’interno di un disegno universale che include tutte le sfere. Il patrimonio culturale indiano ruota su particolari cardini temporali e storici che si intersecano con la visione religiosa e metafisica, tempestata di innumerevoli miti, tutt’oggi vivi nella tradizione orale. L’aspirazione spirituale è da sempre la forza predominante della cultura indù, il cuore del pensiero accompagnato dal senso di infinito.

“Approdare in India è come attraversare gli strati geologici della nostra coscienza”.

A differenza della visione cartesiana in cui la conoscenza è legata soprattutto all’attività intellettiva, per un indù tutte le funzioni dell’uomo sono coinvolte nel percorso della conoscenza.
Egli guarda perpetuamente se stesso come un insieme di elementi da trasformare. Il rapporto tra uomo e natura è un flusso costante che si esprime in ogni suo pellegrinaggio e si riconferma in ogni singolo gesto offerto al Divino. Mentre nel pensiero filosofico la conoscenza è prevedere e analizzare, per l’indù è trasformare e divenire.

“Il valore principale dell’Induismo sta nell’effettiva convinzione che tutta la vita (non solo gli esseri umani, ma ogni creatura sensibile) sia una sola, ossia che tutta la vita derivi da un’unica sorgente universale, che la si chiami Allah, Dio o Parameshwara.” Mahatma Gandhi.

“L’Induismo è la ricerca senza fine della Verità. La verità è Dio, e se oggi essa è diventata moribonda, inattiva, refrattaria alla crescita, è perché noi siamo stanchi; ma non appena la fatica sarà finita, l’Induismo scoppierà nel mondo con uno splendore forse prima mai conosciuto.” Mahatma Gandhi.

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Religione indiana

L’uso dei termini Induismo o religione induista in realtà è improprio e non trova alcuna corrispondenza né negli antichi scritti sanscriti né in nessuna delle altre sue lingue ufficiali, infatti ad essi si dovrebbe preferire ‘Sanātana Dharma’. Il termine Induismo risale probabilmente alla Persia e da lì si sarebbe diffuso in Europa. Esso tenta di esprimere ciò che in realtà non ha nome, non ha limiti definiti, non propone percorsi obbligati per la salvezza, neppure richiede adesione universale o impone dogmi come altre religioni monoteistiche, ad esempio il Giudaismo, il Cattolicesimo e l’Islamismo.
Quello che viene chiamato Induismo non si pone come una religione rivelata e non è da intendersi come un codice di condotta proclamato da un messia.
Può definirsi espressione di una legge universale che pervade ogni oggetto della nostra vita e per questo conosciuto come il solo nome conosciuto in lingua sanscrita: Sanātana Dharma, religione eterna, nato dall’accoppiamento di due parole Sanātana, che vuol dire eterno e Dharma che rappresenta l’ordine cosmico di tutta la realtà.
L’Induismo dice a ognuno di adorare Dio secondo la propria fede (in questo modo vive in pace con tutte le religioni) e prepara l’uomo al Divino compimento della propria identità con l’infinita esistenza di Dio.

“Chiunque viene a Me, sotto qualunque forma egli venga, Io lo accolgo. Tutti gli uomini esprimono i loro sforzi in sentieri che, alla fine, portano a Me.”

INDUISMO: SANATANA DHARMA

Anche l’espressione religione indiana risulta errata e fuorviante, in quanto sebbene sia la religione più diffusa, non è l’unica in India. La Sanātana Dharma è la religione eterna, perchè è quella universale che abbraccia tutte le altre. L’universalità è un carattere intrinseco della religione, che altrimenti non potrebbe mai essere eterna. In quanto universale ed eterna essa è esistita, esiste ed esisterà indipendentemente dal suo riconoscimento. Così come la legge gravitazionale, che governa i fenomeni del mondo fisico, esisteva anche prima che Newton la osservasse e teorizzasse, allo stesso modo, Sanātana Dharma è esistita dal principio della manifestazione ed è inerente nella natura dei mondi fisici e metafisici. I Rishi (saggi indiani) hanno osservato e codificato i segreti della legge onnipervasiva incorporandola nei principali testi sanscriti Sriti e Smriti.

Ciò che è fondamentale è immergersi a fondo nella propria natura, contemplando se stessi al fine di trovare la verità ultima dell’esistenza.
Numerose religioni sono apparse nell’arco del tempo e ognuna ha cercato di dare all’umanità diverse sfaccettature della Verità. L’India ha visto non pochi mistici che hanno influenzato e plasmato le diverse visioni religiose. Le varie correnti religiose possono essere paragonate a fiumi che, originati dall’oceano, seguono il loro corso sulla terra e alla fine del loro percorso si fonderanno di nuovo in esso per iniziare un nuovo ciclo di esistenza.

Un fedele indù:

  • crede nell’esistenza di un essere supremo immanente e trascendente; l’universo è sotto influsso di interminabili cicli di creazione, preservazione e dissoluzione.
  • ha fede nel Karma, la legge di causa ed effetto secondo cui ogni singolo individuo crea il proprio destino dai suoi pensieri, parole e gesti.
  • crede che l’anima si reincarni e si evolva attraverso molte vite fino a quando il Karma viene risolto e raggiunge il Moksha, la suprema Beatitudine e Unione con Dio, la conoscenza spirituale e liberazione dal ciclo delle rinascite; In quanto legge universale non risparmierà una singola anima dal suo inevitabile destino.
  • crede in un essere divino che esiste nei mondi invisibili, nell’adorazione al tempio, nei rituali, sacramenti e principalmente nella sua intima devozione che crea una comunione interiore con deva e divinità. Un maestro illuminato, risvegliato spiritualmente denominato Satguru è essenziale per conoscere la trascendenza assoluta in quanto disciplina personale, buona condotta, purificazione, pellegrinaggio, auto esame e meditazione.
  • riconosce la sacralità dell’intera vita che deve essere amata e riverita. Da qui il rispetto di tutte le forme viventi nell’osservazione di Ahimsa (non violenza).
  • crede che nessuna religione in particolare sia al di sopra di ogni altra promuovendole come unica via di salvezza, ma che tutte siano facce dello stesso amore puro e della luce di Dio; in  questa profonda visione ognuna merita tolleranza e comprensione.

“Come ogni torrente, sgorgato da punti diversi, fonde le sue acque in mare, così, o Signore, le diverse vie che gli uomini scelgono a secondo della loro natura, per quando diverse possano apparire, sinuose o diritte, menano tutte a Voi.”

Simboli Indu

L’Induismo è una religione con un forte simbolismo formale. Le posture del corpo, la gestualità (Mudra), le acconciature, il vestiario, gli ornamenti, gli oggetti, i personaggi e le figure di contorno della sua cultura sono codificati secondo un preciso simbolismo.
Il linguaggio simbolico, in grado di rendere visibili i miti e le storie contenute nei Veda, è immediatamente comprensibile in tutto il subcontinente indiano.
Le murti ed in generale le sculture che raffigurano gli dei (nella sola Varanasi, con le sue migliaia di templi, se ne contano più di mezzo milione) sono ben distinguibili l’una dall’altra proprio grazie a questo codice condiviso e ben conosciuto. La pratica religiosa quotidiana è fortemente ritualizzata e basata sull’uso di simboli che riproducono dei o concetti religiosi complessi.
Di seguito un elenco di alcuni simboli dell’induismo:

  • Om, il suono primordiale, la celeberrima sillaba sacra, presente nei mantra ed utilizzato in tutte le adorazioni;
  • Gli Yantra, complesse forme geometriche mistiche che aiutano la meditazione e avvicinano il devoto alla divinità venerata, segnalano o contraddistinguendo un luogo di culto. Disegnare uno Yantra equivale ad evocare la divinità;
  • Il Lingam, simbolo fallico che rappresenta Shiva;
  • La Yoni, la vagina, simbolo che rappresenta la potenza femminile e la capacità di creare;
  • Il Trishula, il tridente simbolo di Shiva;
  • Il Sudarshana Chakra, il disco utilizzato da Vishnu come arma;
  • Il fiore di loto, simbolo di purezza e bellezza;
  • La conchiglia, che provenendo dall’acqua e con la forma a spirale rappresenta l’origine dell’esistenza e viene suonata prima dell’adorazione;
  • La svastica, simbolo solare;
  • Le impronte dei piedi (Pada), simbolo del maestro spirituale o del dio;
  • Il Tilaka è un simbolo posto sulla fronte dei fedeli, per evidenziarne l’appartenenza alle differenti correnti dell’induismo. Allo stesso modo il filo sacro dei Brahmana, alcuni abiti, il bastone (danda) dei guru e dei Sannyasa, le acconciature e i gioielli, i colori (come ad es. il color zafferano) contraddistinguono l’appartenenza ad un particolare gruppo religioso.

Viaggio in India

Per immergersi nella cultura dell’Induismo, potete scegliere uno dei viaggi che propone Conscious Journeys, tra cui quello alla scoperta del Sacro Gange, un itinerario interessante che vi farà partire dalla capitale dell’India, Delhi, e vi porterà lungo le città che sorgono sulle rive del fiume sacro Gange, Haridwar, Rishikesh, Varanasi e Shanitniketan sono alcuni dei luoghi che vi faranno vivere a pieno il significato di questa antica cultura. Tra Ashram ed incontri con maestri illuminati potrete attingere direttamente alla fonte in un viaggio speciale.
Solo scoprendo chi veramente siamo possiamo giungere all’integrità con il nostro vero Io e quindi giungere alla pura e non condizionata felicità.

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