Om, significato della sillaba sacra e del mantra

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Il termine OM può essere considerato come uno tra i simboli più antichi conosciuti al mondo, tenuti in grande considerazione nella storia della spiritualità. Il suono che richiama è quello dell’origine della vita, l’espressione del sacro nella meditazione, il mantra che porta quiete profonda all’animo. Nella cultura indiana, ‘Om’ è considerato un ‘bija’ mantra, cioè la radice di base per qualunque altro mantra da recitare. Vedremo nel corso di questo articolo quale sia il suo significato profondo, il valore dello stesso simbolo che lo rappresenta in forma grafica, in che modo viene recitato e quali sono i benefici che derivano dal cantarlo durante la meditazione.

Significato di Om

La sillaba sacra OM compare in antichità, all’interno dei testi sacri Veda, intorno al ventesimo secolo a.C., nella sezione che parla dei popoli Arii. Il suo significato è intriso di una profonda spiritualità perché si ritiene che incarni il suono originario della creazione dell’Universo. In realtà, il ‘suono’ richiamato dall’OM è creato dall’unione di tre vibrazioni specifiche donate dalle lettere A, U ed M. Queste tre lettere sono collegate ai propri tre rispettivi suoni che hanno una valenza particolare perché indicano i vari livelli della coscienza:

  • Lettera e suono A: è collegato allo stato vigile, lo stato di veglia che evoca la condizione di ignoranza e lega al tempo presente.
  • Lettera e suono U: è collegato alla condizione del sogno, al mondo inconscio e a tutto ciò che riguarda il passato.
  • Lettera e suono M: viene identificato con il sonno di tipo profondo, collegato alla verità, a tutto ciò che esprime purezza e al futuro.

Esiste una quarta sillaba che completa l’Om ed è definita ‘suono silente’, ovvero l’intervallo che intercorre nella progressione dei mantra. Il ‘suono silente’ incarna il Brahman, idea che racchiude qualunque cosa e che contiene il concetto di realtà, di coscienza, di spazio e tempo.

La sillaba sacra Om viene pronunciata sia prima di iniziare la lettura dei Veda, i sacri testi della religione induista, sia al termine. Lo stesso Yogananda, nel suo famoso testo “Autobiografia di uno Yogi” affermava che l’Om “è la parola del Creatore, il suono del motore Vibratorio, la testimonianza della Presenza Divina”. Ecco perché, recitare l’Om aiuta a ricollegarsi con la profonda saggezza dell’Universo e si dice che farlo per almeno 21 volte aiuti a recuperare pace e benessere a livello psico-fisico poiché vengono rimossi i pensieri caotici, le distrazioni e le emozioni pesanti.

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Om e il suo significato energetico

Abbiamo esaminato il significato di “Om” per quanto riguarda la sua composizione nei tre suoi aspetti, dal punto di vista della coscienza. Vediamo adesso il suo significato in base all’energia.

Dal punto di vista energetico ciascuna sillaba che compone l’Om indica uno dei tre Guna, ossia le energie della materia che influiscono sulla vita di ogni essere vivente. Ed ecco che abbiamo questa suddivisione:

  • Lettera A: incarna la condizione energetica ‘tamas’, ovvero ‘inconsapevolezza, pigrizia, tenebra’;
  • Lettera U: incarna la condizione energetica ‘rajas’, ovvero ‘vigore, operosità, passione’;
  • Lettera M: incarna la condizione energetica ‘satva’, ovvero ‘scintilla di luce, verità, autenticità’;

La sillaba come ‘suono silente’ in questo caso raffigura la pura coscienza, una condizione che per le sue proprietà va oltre lo stato dei 3 Guna.

Il mantra Om e le dività dell’India

Proseguiamo con l’analisi del significato di Om e vediamo i collegamenti con le divinità Indiane. Si pensa che:

  • Lettera A: incarni Brahma il Creatore;
  • Lettera U: rappresenti Vishnu, il Conservatore;
  • Lettera M: incarni Shiva, il Distruttore;

mentre il ‘suono silente’ in questo caso indica la realtà che si manifesta oltre il divino.

Come possiamo comprendere dopo questa prima spiegazione sul significato della sillaba sacra Om, questo suono ha una valenza così profonda da essere a tutti gli effetti il simbolo sacro per eccellenza e il mantra più importante della religione Indù.

Nelle Upanishad, i libri sacri, è spiegato che sia quello che esiste, come quello che non esiste, può essere gestito e controllato con la pronuncia della sillaba sacra. In effetti, il sacro Om è la struttura sonora dell’Atman, l’anima o Dio e, contemporaneamente manifesta la sua triplice forma in Brahma, Vishnu e Shiva.

L’espressione simbolica della sillaba sacra Om, inoltre,si ritrova anche nella sua rappresentazione grafica. Scopriamola insieme.

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Om come simbolo

Quanto appena descritto dal punto di vista simbolico per l’Om si sovrappone perfettamente nella sua rappresentazione plastica. La realtà che compone il mondo della materia nello stato vigile, di veglia, è contenuta nell’ansa creata dalla curva che si trova in alto a sinistra. La dimensione del sogno, identificata tra lo stato di veglia e il sonno profondo, viene delineata dal tratto di destra. Le icone che rappresentano un punto e una linea a semicerchio, posizionate al di sopra della realtà dell’uomo, rappresentano la Turiya, ovvero la coscienza universale. La figura del semicerchio si trova tra il concetto di coscienza universale e il concetto di uomo e sta ad indicare il fatto che qualunque domanda non può avere una risposta completa se ci si affida alla sola logica e alla realtà materiale.

Il simbolo dell’OM è composto dunque da ulteriori cinque simboli o icone, come ci mostra l’immagine che segue.

Osserviamola insieme per comprendere, grazie all’ausilio della numerazione sull’immagine, le varie parti che la compongono:

  1. Al numero 1 corrisponde Sushupti. Questa linea, identificata dal numero 1, determina uno dei quattro stati di coscienza e fa riferimento al sonno profondo, dove non ci sono sogni, quando cioè la mente è totalmente inattiva.
  2. Al numero 2 corrisponde Jagrat. Si tratta della curva in basso, identificata dal numero 2, che indica lo stato di veglia (Jagrat), la condizione cioè che l’essere umano sperimenta quando non dorme.
  3. Al numero 3 corrisponde Swanpa. Questa è la curva centrale all’interno dell’Om che rappresenta lo stato di sogno che si verifica tra la veglia e il sonno profondo.
  4. Al numero 4 corrisponde Maya. La parte di semicerchio identificata dal numero 4 rappresenta Maya, l’ostacolo che l’uomo deve superare per raggiungere la piena gioia.
  5. Al numero 5 corrisponde Turiya. Ed ecco il punto che identifica Turiya, un termine sanscrito che definisce lo stato di coscienza superiore, puro, di perfetta pace interiore ed equilibrio perfetto.
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Simbolo indiano Om

Om come mantra

Sappiamo che recitare il mantra Om permette di ripristinare la connessione con la saggezza insita nell’Universo, permette cioè di collegarsi alla fonte universale della vita e con la sua infinita coscienza. Come abbiamo già sottolineato, la pratica costante della ripetizione del mantra (in genere almeno per 21 volte), mette in condizione di eliminare pensieri tossici, distrazioni, pensieri ossessivi e consente di sciogliere le emozioni portandoci ad una migliore condizione psico-emotiva. Il mantra può essere pronunciato sia a voce alta che mentalmente, svuotando i pensieri, ed è possibile potenziarne i benefici abbinando alla recitazione anche un metodo sulla respirazione ovvero, inspirare con il naso dicendo mentalmente per quattro volte la sillaba sacra Om ed espirare con la bocca declinando lentamente Om per altre quattro volte.

Secondo Sharngadeva, uno studioso della metrica musicale che visse in India nel tredicesimo secolo, la sillaba sacra AUM contiene una caratteristica singolare. Questo studioso si basava sull’assunto promosso dai Tantra i quali affermano che il corpo eterico (ovvero la parte del corpo definita ‘sottile’) di ogni individuo è attraversato da ben 72.000 canali eterico-psichici (detti ‘nadi’), che trasportano l’energia vitale (detta ‘prana’) per tutto il corpo.

I canali principali (nadi) sono tre e Sushumna è la nadi più importante che scorre in senso verticale lungo la colonna centrale che parte dal primo chakra (il Chakra Muladhara) e completa il suo corso nel settimo chakra (chiamato Sahasrara). In genere i chakra sono 7 e rappresentano i poli energetici distribuiti lungo la nadi Sushumna. I chakra hanno il compito di ricevere e convogliare l’energia del cosmo ed impiegarla per portare avanti ogni funzione vitale del corpo fisico.  Ciascun chakra infatti ha delle particolari caratteristiche, delle precise funzioni e sono in genere raffigurati come dei vortici in cui l’energia vibra a frequenze molto alte. Avviluppate attorno a Sushumna, nella classica forma a serpente, troviamo le altre due ‘nadi’, Ida e Pingala. Ida si snoda nella parte sinistra e caratterizza l’energia femminile. Pingala si muove sulla parte destra e identifica l’energia di tipo maschile.

Ci sono dei punti in cui, le tre nadi, si intersecano e formano dei nodi, che prendono il nome di granthi. Si tratta di confluenze di energia molto importanti, come vedremo tra poco.

Come abbiamo visto il mantra della sillaba sacra Om è composto da tre sonorità rappresentate dalla lettera A, dalla lettera U e dalla lettera M. In base alle regole del Nāda Yoga, la sonorità prodotta da A si propaga nel punto preciso in cui le nadi Ida e Pingala si incrociano nella zona dell’ombelico (nodo Brahma Granthi), la sillaba U inizia a vibrare nel punto di congiunzione del chakra del cuore (nodo Vishnu Granthi) e la sillaba M espande la sua vibrazione nell’intersezione che si verifica nella zona del terzo occhio (nodo Shivam Granthi). Queste tre intersezioni hanno una forte valenza energetica e, mantenendo allineate le vibrazioni, si raggiunge lo stato di perfetto equilibrio e pace interiore.

Il suono della sillaba sacra “Om”

Intonare la vocalizzazione del mantra Om, unendola al respiro e alla visualizzazione, porta a degli effetti ben precisi. Come abbiamo anticipato, ciascuna fase meditativa ha una sua particolarità e genera uno specifico effetto. Ad esempio, la recitazione del mantra A, consente l’aumento della quiete mentale, la recitazione della sillaba U, collocata sul quarto chakra, favorisce l’accettazione con l’apertura del cuore e l’empatia con l’esterno. La recitazione della sillaba M, porta connessione al proprio Sé Superiore e la quiete dell’anima. Ecco che, cantare in modo completo la sillaba sacra, permette di realizzare una purificazione totale e di eliminare l’energia stagnante accumulata nella colonna anche grazie alla concentrazione sui punti energetici che abbiamo descritto.

Come recitare la sillaba sacra OM

Abbiamo già accennato al fatto che, sia per la pratica meditativa come pure per lo yoga, il primo accorgimento da adottare è quello di scegliere un luogo che ci faccia sentire a nostro agio, dove non essere disturbati, così da farne uno spazio deputato alla concentrazione. Va bene qualsiasi posto a patto che rileviamo in esso la possibilità di crearvi uno spazio sacro.

Una volta identificato il luogo giusto, vediamo alcuni suggerimenti di ordine pratico per imparare a recitare i mantra in modo corretto:

  • Ricordiamo che non c’è una posizione specifica per intonare la sillaba sacra. Possiamo farlo da seduti oppure mentre eseguiamo le nostre routine quotidiane, i nostri impegni di ogni giorno. Quello che è fondamentale è restare concentrati e mettere in pratica la consapevolezza del momento, nel qui e ora.
  • Anche per i tempi di recitazione non ci sono regole fisse. Ad esempio la velocità delle ripetizioni deve essere in sintonia con il nostro equilibrio, con il nostro obiettivo. Sarà sufficiente cercare e trovare il giusto passo, quella velocità che ci risulta consona e mantenerla per tutto il tempo che dedichiamo alla meditazione.
  • Cerchiamo di accettare con amore ogni cambiamento che avviene sia nel nostro fisico sia nella nostra mente. Se dovessero salire le lacrime agli occhi non blocchiamo questo flusso emotivo ma accompagniamolo dolcemente…fa parte di noi.
  • È possibile praticare il mantra in qualunque momento della giornata, anche se in genere il sorgere del sole è forse l’attimo più idoneo perché iniziamo il giorno con una consapevolezza diversa.
  • Con semplicità, possiamo ripetere il mantra per il tempo che sentiamo necessario, diversamente possiamo aiutarci con l’utilizzo di un japa mala, un rosario che viene usato quando si recitano i mantra.
  • Ricordiamoci di respirare tranquillamente e con regolarità durante tutta la recitazione.
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Om, i benefici del mantra

Recitare con cadenza regolare e soprattutto con costanza il sacro mantra OM, apporta numerosi benefici psico-fisici tra i quali possiamo elencarne alcuni tra i più importanti:

  • Permette di ridurre notevolmente lo stress
  • Acquieta la mente
  • Aumenta l’energia
  • Potenzia la concentrazione, sviluppa intuito e creatività.
  • Scioglie i blocchi del sesto chakra
  • Ottimizza la fase digestiva
  • Limita gli stati ansiosi e depressivi
  • Facilita la gestione delle emozioni
  • Agevola lo sviluppo della coscienza di sé
  • Stimola la visione positiva della vita
  • Migliora la circolazione sanguigna e il circuito cardiovascolare
  • Contrasta l’insonnia e i problemi legati al sonno
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Alla scoperta dell’Om nella misteriosa India

La sacra sillaba Om, che abbiamo cominciato a conoscere più da vicino in queste righe, mette l’accento sull’importanza di essere capaci di ‘ascoltare’, prima di tutto noi stessi e poi l’intero creato. La recitazione di questo potente mantra, nato nell’antica India, è lo strumento migliore per alimentare la nostra consapevolezza e sviluppare una capacità percettiva della realtà che vada oltre la sola forma materiale.

Recitare OM significa cogliere il lato sottile dell’esistenza tramite un’apertura del cuore che permette di sviluppare accettazione piena di noi stessi e del mondo che ci circonda, senza pregiudizi e senza condizionamenti.

Questo tipo di apertura permette di manifestare la nostra personalità in modo autentico e consente, al mondo che ci circonda e con il quale interagiamo, di poterci parlare liberamente, mostrandosi in tutta la sua splendente varietà.

Si tratta di un’esperienza trasformativa che ci permette di avvicinarci alla cultura indiana per sperimentarne la complessità e la profonda spiritualità. Noi di Conscious Journeys desideriamo che i nostri viaggiatori possano avvicinarsi alla cultura di questo magico Paese che è l’India, proprio con lo stesso atteggiamento con il quale reciterebbero l’Om: in totale apertura, con rispettoso ascolto e con il cuore pronto ad accogliere gli innumerevoli doni che questa terra depone nelle mani di chi vi entra in punta di piedi.

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