Taj Mahal, il mausoleo di Agra in India

Taj Mahal

Non si può parlare di India senza menzionare il Taj Mahal, incredibile testimonianza storica e architettonica di una cultura e di un’arte millenaria, quella islamica, che affascina qualsiasi viaggiatore. Seguiteci in questo percorso alla scoperta di un mausoleo indiano, ma di origini musulmane, che ha conquistato l’immaginario collettivo e soprattutto ha lasciato e continua a lasciare un ricordo indelebile in chiunque visiti il continente indiano.

Taj Mahal, il mausoleo indiano più famoso

Il Taj Mahal, palazzo indiano che sorge nella città di Agra, è annoverato tra le Sette Meraviglie del Mondo ed è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità nel 1983. Il mausoleo fu progettato e fatto realizzare dall’imperatore Shah Jahan, che governò tra il 1628 e il 1658, discendente dal lignaggio di origine islamica dei Re Moghul che discendevano a loro volta dalle tribù della Mongolia, governate da Gengis Khan e dal famoso Attila. Il Taj Mahal quindi, è uno splendido esempio di raffinata arte musulmana, famosissimo in tutto il mondo ed è la massima espressione artistica della costruzione a carattere sepolcrale di origine islamica.

TAJ MAHAL STORIA

L’origine del Taj Mahal, palazzo indiano noto in tutto il mondo, trova le sue radici in un sentimento di devozione e nel profondo amore tra un uomo ed una donna. Stiamo parlando di un uomo e una donna non comuni: un imperatore e la sua amata. L’imperatore Shah Jahan fece costruire questo mausoleo imponente e bellissimo, dedicandolo alla moglie Arjumand Banu, meglio conosciuta come Mumtaz Mahal, morta subito dopo aver partorito la figlia, quando era al seguito del marito durante una spedizione militare nell’India del sud. Gli storici raccontano che, nel 1631, passati sei mesi dopo la morte di Mumtaz Mahal verificatasi a Burhanpur, la sua salma fu trasferita nella città di Agra dove fu provvisoriamente sistemata in una cripta nei pressi del luogo che avrebbe accolto la costruzione della tomba ufficiale. Secondo la ricostruzione storica, l’Imperatore Shah Jahan dichiarò che il mausoleo che avrebbe custodito le spoglie della sua consorte avrebbe dovuto essere il più grande monumento dedicato ad una donna. Su chi sia realmente l’artefice della progettazione dello stupendo mausoleo ci sono molte perplessità, ma pare in ogni caso che la realizzazione del Taj Mahal debba la sua origine all’architetto Ustad ‘Isa.

Sempre secondo la leggenda che aleggia intorno a questa stupenda e imponente struttura, si racconta che Shah Jahan, una volta completata la costruzione del mausoleo dedicato alla moglie, abbia decretato di tagliare le mani a tutti i responsabili delle maestranze, e ordinato anche di tagliare la testa all’architetto e accecare coloro che avevano disegnato i progetti perché nessuno potesse eguagliare tanta bellezza architettonica costruendo un altro palazzo come quello.

Vi sono poi altre ipotesi, del tutto inattendibili, secondo le quali in India Taj Mahal, il famoso mausoleo di Agra costruito con uno stile architettonico indo-persiano, potrebbe essere stato ideato addirittura da un architetto europeo. Tale teoria, oltre al fatto che non è documentabile e si basa su fonti non riconosciute, risulta totalmente ingiustificabile poiché sarebbe stato impossibile, per un architetto europeo, essere incaricato della costruzione di questo tipo di edifici, trattandosi di luoghi sacri ai quali era quindi interdetto l’ingresso ai non musulmani, i quali rischiavano la pena di morte con l’accusa di profanazione nel caso non rispettassero tale proibizione.

taj mahal

La realizzazione del Taj Mahal

In base alle ipotesi più accreditate quindi, il monumento indiano del Taj Mahal fu ideato e progettato da Ustad Ahmad Lahori, già ingaggiato dall’imperatore Shah Jahan per la progettazione di altri importanti costruzioni. Nonostante la manodopera locale fosse di elevata qualità, Shah Jahan assunse artigiani provenienti da ogni parte dell’Asia, convogliandoli tutti ad Agra. Ismail Afandi, originario della Turchia, fu colui che costruì la cupola del Taj Mahal. Dal Pakistan, precisamente da Lahore, arrivò un gioielliere esperto per la modellazione dell’oro che riveste la parte superiore della cupola. I realizzatori dei mosaici venivano da Delhi. Ma furono gli artigiani giunti dalla Persia, nello specifico da Bagdad e Shiraz, che diedero lo stile architettonico misto indo-persiano al mausoleo. Ci fu un esperto calligrafo, proveniente da Shiraz, dal nome Amamat Khan che realizzò i decori della cripta e dell’intera facciata del palazzo, con perfetta grafia araba. Tali scritte rivestivano i vani, gli incavi delle pareti, le volte delle cupole, i portoni e le pareti dei minareti, riportando dei brani dei testi sacri dell’Islam su una buona parte del mausoleo di Agra. La costruzione del Taj Mahal iniziò nel 1631 e si protrasse per ben diciassette anni e vide impiegati circa ventimila operai con l’ausilio di più di mille elefanti. Per dare accoglienza a tutto questo personale, si formò nei pressi del cantiere una vera e propria città che fu chiamata Mumtazabad per onorare la regina alla quale il tempio era dedicato. La città crebbe prospera diventando nel tempo quasi più importante della stessa città di Agra. L’inizio dei lavori di costruzione del Taj Mahal creò un imponente arrivo di carri pieni di materiale destinato all’allestimento del mausoleo come i marmi, le pietre preziose (cristallo, giada, lapislazzuli, turchese), oltre ai coralli alle conchiglie e alla preziosa madreperla.

Taj Mahal

TAJ MAHAL, STRUTTURA ARCHITETTONICA E SIMBOLISMO

Il palazzo indiano del Taj Mahal è collocato dentro un enorme giardino a base quadrata, struttura che l’architettura islamica predilige perché simbolo dello splendore divino. L’ingresso principale conduce al grande cortile collegato al mausoleo e attraversando il quale si arriva alla gigantesca porta che dà sul giardino, costruita in arenaria di colore rosso e decorata con arabeschi e scritte dei testi sacri coranici composte con lettere di marmo bianco. La grande porta del leggendario monumento indiano è arricchita da torri a base ottagonale con undici chhattri che sono degli elementi a padiglione coperti da una cupola, il termine “chhatri” significa infatti ‘ombrello’ o ‘baldacchino’. All’interno del Taj Mahal ci sono quattro grandissimi viali, intersecati da canali che si congiungono nel centro dell’enorme giardino confluendo in una vasca, mentre il giardino a forma geometrica che sorge attorno al mausoleo è sovrastato da una grandissima fontana. Ai lati del Taj Mahal sorgono anche due grandi moschee realizzate in terra arenaria di colore rosso, sormontate da cupole in marmo bianco. La moschea posta ad ovest, dotata di tre cupole, ha le cuspidi contornate da disegni realizzati con pietre dure e un soffitto decorato con affreschi. L’altra moschea, situata ad est ed esattamente uguale all’altra, non è mai stata utilizzata per i riti religiosi e probabilmente la sua costruzione è legata solo ad un’esigenza di simmetria estetica. Alle spalle delle moschee si trova un altro edificio con una grande terrazza che apre la vista sul fiume Yamuna. Su questa alta spianata completamente rivestita di marmo, la cui parte anteriore misura ben 94 metri, è collocato un cubo con 57 metri per lato e con gli angoli troncati che gli conferiscono la forma ottagonale. Il mausoleo, cuore della struttura, è una costruzione sulla quale svetta una cupola alta 26 metri con 18 metri di diametro che poggia su una base rettangolare, sempre in arenaria rossa, alta 7 metri e chiusa agli angoli da quattro chhatri alti 42 metri, realizzati con questa forma per snellire verso l’alto la costruzione e completato da una corolla a fiore rovesciato che sostiene una guglia dorata, particolare presente anche sui chhatri.

Agli angoli del mausoleo di Agra ci sono i minareti, posizionati in modo da delimitare l’intera struttura.

Il monumento sepolcrale della moglie dell’imperatore, detto “cenotafio”, si trova precisamente al centro della struttura. Le quattro facciate del mausoleo, alte 33 metri, presentano enormi entrate che si mostrano in tutto il loro splendore.

Il Taj Mahal India è completamente costruito in mattoni e totalmente ricoperto con lastre di marmo bianco, decorate con delicati disegni e intarsi con pietre preziose.

Si narra che, quando l’imperatore Shah Jahan terminò il famoso palazzo indiano, e con esso la tomba di sua moglie, posò sul suo feretro le pietre più preziose che possedeva e avvolse il sepolcro con un grande drappo di perle. Tutto intorno fece poi costruire una ringhiera in oro e il pavimento fu coperto con i più bei tappeti persiani. Alle pareti furono collocati candelabri e lampade realizzati in oro e argento mentre la porta d’ingresso fu ornata con un cancello di puro argento. Purtroppo, oggi, a causa delle numerose razzie avvenute alla fine del regno Moghul, di questi tesori è rimasta solo una minima traccia.

Nella camera ottagonale adibita a sepolcro, si trovano i sarcofaghi di Mumtaz e di Shah Jahan, morto nel 1666 e deposto accanto a lei. Oggi le tombe sono vuote, poiché pare che i corpi dei due sovrani siano stati traslati nella cripta o, come afferma qualcuno, siano stati addirittura nascosti nelle fondamenta del palazzo, dove furono costruite ben diciassette stanze rese poi impraticabili. Le tombe dei due sovrani sono ricoperte di mosaici costellati di pietre preziose, decorati con colori vivaci e fitti disegni. Una preziosa culla che accoglie il loro riposo eterno.

Le leggende del Taj Mahal

Una credenza vuole che il nome Taj Mahal (che tradotto in modo letterale significa “Corona del Palazzo” o “Palazzo della corona”) sia un’abbreviazione del nome della tanto amata sposa dell’imperatore. Oggi ci si riferisce spesso al mausoleo chiamandolo solo il Taj. Ma chi era questa donna? Arjumand Banu Begum era una nobile di Agra che sposò il futuro imperatore moghul, divenendo la sua terza moglie e ben presto anche la sua preferita. Non si hanno molte informazioni su di lei, ma pare fosse dotata di una incredibile bellezza e di grandi virtù morali.

L’imperatrice era chiamata Mumtaz Mahal che significa “Luce del palazzo” e morì nel 1631, durante la nascita del 14° figlio dell’imperatore. La leggenda racconta che prima di morire Mumtaz avrebbe chiesto all’imperatore di farle quattro promesse: la prima era di costruirle un monumento funebre che non avesse precedenti, la seconda era trovare una nuova moglie che facesse da madre ai loro figli, la terza era di mostrarsi sempre comprensivo con i figli e la quarta di onorare ogni anno l’anniversario della sua morte recandosi al Taj Mahal. Sempre secondo la leggenda, il dolore per la perdita dell’amata fu tale che i capelli e la barba dell’imperatore divennero tutti bianchi in pochi mesi.

Taj Mahal

MUMTAZ MAHAL: STORIA DI UN AMORE

Mumtaz Mahal, il cui nome originario era Arjumand Banu Begum, nacque ad Agra. Era di origini nobili e professava la religione musulmana. A 19 anni, il 10 maggio del 1612, sposò il principe Khurram, divenuto poi Imperatore della dinastia Moghul prendendo il nome di Shah Jahan. In realtà Mumtaz Mahal era la sua terza moglie, ma divenne sin da subito la vera favorita e così fu per tutta la vita. Non vi sono notizie precise su Mumtaz Mahal e sulla sua vita a parte il fatto che si trattava di una donna bellissima, di elevata moralità, che si votò completamente al marito il quale, a sua volta, l’amò di un amore totale. Le sue doti, la sua delicatezza, l’attenzione per i poveri e i bisognosi, oltre alla sua rara bellezza, furono decantante dagli scrittori e dai poeti dell’epoca. Come moglie devota, seguì suo marito in tutti i suoi spostamenti mentre era impegnato nelle campagne militari. Questa sua devozione fu talmente gradita dall’Imperatore che decise di donarle il trono reale, chiamato “muhr uzah”. Benché non fosse esperta in diplomazia e strategie di corte, sin da subito diventò la strettissima collaboratrice e ispiratrice dell’Imperatore suo marito, consolidando un forte ascendente su di lui che poi lei stessa sfruttò per poter avviare iniziative a sostegno dei poveri che suo marito stesso aveva esiliato e vessato. Secondo gli scritti degli storici del tempo, sembra che Mumtaz fosse appassionata di elefanti e che le piacesse presenziare alle gare e ai giochi che si organizzavano a corte. Da Mumtaz e Shah Jahan, nacquero quattordici figli, di cui sette morirono in tenera età. Lei stessa morì dando alla luce l’ultima figlia durante la campagna militare di Burhanpur (nella zona del Deccan), il 17 giugno del 1631 quando aveva soltanto 38 anni.

Secondo quanto dice la leggenda, Mumtaz, dopo la nascita dell’ultima figlia, la principessa Gauhara Begun, mentre era sul punto di esalare l’ultimo respiro, chiese al marito di esaudire un ultimo suo desiderio. Voleva che l’Imperatore costruisse un palazzo che restasse in eterno come emblema del loro legame e di non risposarsi mai più. L’Imperatore, in preda alla disperazione, fece un solenne giuramento e, alla morte di Mumtaz si chiuse nel suo dolore, restando confinato in solitudine per un anno. Quando riapparve, i sudditi lo videro estremamente provato, invecchiato, con i capelli canuti. Shah Jahan onorò in pieno il giuramento fatto alla moglie in punto di morte e avviò la costruzione del meraviglioso Taj Mahal. Fu proprio per celebrare questo profondo amore e la sua devozione alla moglie, quindi, che Shah Jahan decise di costruire il mausoleo di Agra, affinché potesse testimoniare il loro legame che a pieno titolo può essere definito ‘oltre i confini del tempo’.

Visitare questo meraviglioso e suggestivo monumento indiano equivale a calarsi in atmosfere che valicano le porte del tempo e possono trasportare il viaggiatore in una dimensione spirituale di grande emozione. Partite con noi in un viaggio alla scoperta di Agra e del Taj Mahal per vivere un’esperienza intensa per suggestioni e profondità. In particolare, nell’itinerario che abbiamo battezzato L’essenza dell’India del Nord potrete rivivere l’incredibile storia d’amore fra il sovrano Shah Jahan e la sua sposa Mumtaz, riproposta attraverso uno spettacolo tenuto nel famoso centro culturale Kalakriti, ma avrete anche modo di esplorare in modo “alternativo” la città di Agra, e in particolare le sue zone meno conosciute e per questo sicuramente più affascinanti, in un tour chiamato appunto “Agra Walks”. Non perdete l’occasione di vivere questa magica esperienza, l’incredibile India vi aspetta!

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