5 giugno 2017

Varanasi, la città sacra sul fiume Gange

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Varanasi

Varanasi, nota anche come Benares, è una importante città situata nell’Uttar Pradesh nel nord est dell’India, ed oltre ad essere una delle città più popolate dell’intero paese con otre 3 milioni e mezzo di persone, è tra le più antiche città del mondo e sicuramente la città più sacra per gli induisti.

Varanasi ha una storia molto antica, infatti è considerata una delle 10 città (ancora abitate) più antiche al mondo, con i primi insediamenti registrati più di 3500 anni fa, ed è cresciuta rapidamente come un importante centro industriale, divenuta poi famosa per le sue mussola e tessuti in seta, profumi, opere d’avorio e sculture. Oggi è divenuta un importante snodo ferroviario, con un importante aeroporto, sede di industrie tessili (cotone), metalmeccaniche, alimentari, chimiche, del tabacco, della carta e del vetro.

Anche dal punto di vista religioso riveste un ruolo molto importante, sia per i buddhisti che per gli induisti.
Per i buddhisti riveste un ruolo importante perchè nei pressi della città sorge il complesso di Sarnath, dove si trova l’albero sacro, portato da Bodhgaya, sotto il quale il Buddha realizzò l’illuminazione (nirvana) e fece il primo discorso.
Per gli induisti invece è considerata la città santa ed il luogo più sacro in assoluto, ogni induista infatti deve obbligatoriamente recarsi nella città di Varanasi almeno una volta nella vita, ed immergersi nelle acque del fiume Gange da almeno 5 Ghat differenti, per lavare i peccati e purificare l’anima. I Ghats sono le tipiche scalinate che scendono dalla strada fino al fiume, e dove avvengono molti riti e cerimonie.
Varanasi è una delle più importanti città sul Gange e lungo le sue sponde è nata, creando una simbiosi importante con il fiume sacro agli indù, il Gange è adorato nella sua forma personificata della dea Ganga. Varanasi è infatti invasa ogni anno da milioni di pellegrini.
Ogni giorno all’alba, gli induisti, dai diversi ghats compiono le abluzioni e molti turisti sono attratti da queste cerimonie e spesso vi assistono da una barca che risale il fiume.
Secondo gli induisti il Gange fiume sacro, è l’unico posto della terra in cui gli dei permettono agli uomini di sfuggire al Samsara, un perpetuo ciclo di vita, morte e rinascita, da cui ogni anima è imprigionata. La morte è solo un anello della catena. Per questo motivo da secoli milioni di induisti vengono a morire a Varanasi o a far spargere le proprie ceneri.
A Varanasi le pire per la cremazione ardono tutti i giorni e a tutte le ore, ed ogni sera al tramonto, i brahmini danzano tenendo in mano delle sculture di luce, mentre le centinaia di persone che assistono, da terra e dal fiume, affidano alla “madre Ganga” delle fiammelle che rappresentano i propri sogni. Più lontano la corrente porterà la propria fiammella, tanta più prosperità si avrà.
Passeggiare lungo i ghats è un’esperienza unica, qui puoi osservare indiani che pregano, bimbi che giocano nell’acqua, mucche che si riposano sugli scalini, persone che fanno yoga, mendicanti in cerca di soldi, i famosi Sadhu, indiani che meditano sulle rive del fiume e accanto alla vita che si celebra, ci sono i Ghat dove vengono cremati i corpi dei defunti.
Questo rende Varanasi un luogo speciale, un luogo che colpisce, dove la vita e la morte si intrecciano ad ogni passo, dove tutto sembra in sospensione.

«Chi ama l’India lo sa: non si sa esattamente perché la si ama. È sporca, è povera, è infetta; a volte è ladra e bugiarda, spesso maleodorante, corrotta, impietosa e indifferente. Eppure, una volta incontrata non se ne può fare a meno. Si soffre a starne lontani. Ma così è l’amore: istintivo, inspiegabile, disinteressato.
L’India, a meno di odiarla al primo impatto, induce presto a questa esaltazione: fa sentire ognuno parte del creato. In India non ci si sente mai soli, mai completamente separati dal resto. E qui sta il suo fascino.
In India si è diversi che altrove. Si provano altre emozioni. In India si pensano altri pensieri.
In India ci si adatta, si accetta, e presto si entra in quella logica per cui niente è davvero drammatico, niente è terribilmente importante.
Niente qui viene completamente dimenticato e sepolto; niente viene mai distrutto e sostituito col nuovo. L’India è un’arca di Noè in cui anche ciò che da tempo è morto altrove sopravvive. Qui sono conservati i semi di tutto il meglio che l’uomo abbia mai pensato».

Tiziano Terzani – Un altro giro di giostra

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VARANASI COSA VEDERE

Tra le attrazioni più importanti di Varanasi abbiamo il Vishwanath Temple, uno dei 12 templi dedicato a Shiva e conosciuto come il Tempio d’oro, per il suo tetto placcato d’oro. Questo tempio è stato distrutto e ricostruito più volte nel corso della sua esistenza. Il sito originale del tempio era dove adesso è eretta la Moschea Gyanvapi, proprio adiacente al Vishwanath.

Il Hanuman Temple Sankat Mochan, che si trova vicino al fiume Asi, è uno dei templi sacri del dio indù Hanuman. L’attuale tempio fu costruito agli inizi del 1900 dal pedagogista Pandit Madan Mohan Malviya, il fondatore della Banaras Hindu University. Secondo la leggenda indù del tempio è stato costruito sul luogo dove il santo indù medievale Tulsidas ebbe una visione di Hanuman.

Ci sono due templi denominati “Durga” a Varanasi: Durga Mandir costruito nel XVI secolo, e Durga Kund costruito nel XVIII secolo. Un gran numero di devoti indù Durga visita Kund durante il Navaratri al culto della dea Durga. Il tempio, ha guglie a più livelli ed è colorato di rosso con l’ocra, che rappresenta il colore rosso di Durga. L’edificio ha un serbatoio d’acqua rettangolare chiamato Durga Kund (Kund significa stagno o piscina).

Il tempio Parshvanath è il tempio di religione giainista dedicata al Parshvanath. L’idolo divinizzato nel tempio è una statua di colore nero e alta 75 centimetri. Appartiene alla setta digambara del giainismo ed è un centro sacro tirtha o pellegrinaggio per giainisti.

Ci sono 15 moschee di rilevante valore storico a Varanasi. Di particolare rilievo sono l’Abdul Razzaq, Alamgir, Bibi Razia, Chaukhambha, Dhai Nim Kangore, Fatman, Ganje Shahada, Gyanavapi e Hazrat Sayyed Salar Masud Dargah. Molte di queste moschee sono state costruite sulle fondamenta di santuari indù che sono stati distrutti dai musulmani che invaserò la città.
Su tutte l’esempio lampante è la moschea Gyanvapi costruita dall’imperatore Mughal Aurangzeb nel 1664, dopo aver distrutto il tempio Vishwanath, le cui tracce sono ancora ben visibili nelle fondamenta, nelle colonne e nella parte posteriore della moschea.
Il nome della moschea deriva dal nome Gyan Vapi che in sanscrito vuol dire “pozzo di conoscenza” per il pozzo situato all’interno del perimetro della moschea.

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GHAT

A Varanasi ci sono circa una novantina di Ghats lungo il fiume, che all’alba per i riti al sole nascente o al tramonto all’ora della Puja, il fuoco e la luce vengono offerti al fiume, tra canti, conchiglie suonate, cimbali, mantra e migliaia di offerte votive luminose che fluttuano sulle acque. Questi Ghats, che bordano le rive per parecchi chilometri, un tempo erano sovrastati da meravigliosi palazzi. Tra i ghats più importanti di Varanasi abbiamo il Dashashwamedha, il Manikarnika, Scindia, Maan-Mandir, Lalita e Bachraj. Il più centrale, attorno al quale si concentra la popolazione e la maggioranza dei turisti è il Dashashwamedha Ghat. È l’asse principale del quartiere del Chowk, il quartiere commerciale antico, ed il posto ove bisogna recarsi almeno mezz’ora prima dell’alba per noleggiare una barca. È uno dei Ghat più sacri.

Dashashwamedh Ghat si trova vicino al Tempio Vishwanath, ed è probabilmente il ghat più spettacolare di Varanasi. Un gruppo di sacerdoti in questo ghat celebra tutti i giorni il culto del fuoco in cui si fa una dedica a Shiva, al Gange, al Sole, al fuoco e all’intero universo.

Manikarnika Ghat
Una leggenda è associata al Manikarnika Ghat. La prima indica questo ghat come il luogo Shiva osservava Vishnu nell’intento di scavare una fossa con il suo Chakra e riempendola con il sudore durante l’esecuzione di varie penitenze. Mentre Shiva osservava Vishnu perse l’orecchino, il “Manikarnika” e cadde nella fossa. Secondo la leggenda, ogni volta che un corpo viene cremato al Manikarnika Ghat, Shiva chiede all’anima del defunto se abbia visto i suoi orecchini.

Lo Scindia Ghat è noto per il tempio di Shiva costruito 150 anni fa e che giace parzialmente immerso nel fiume a causa del suo peso eccessivo. Secondo la tradizione, Agni, il dio indù del fuoco è nato qui.

Mana-Mandir Ghat
Il Maharaja Jai Singh II di Jaipur costruì questo Ghat nel 1770, così come il Mantar Jantar è ornato di infissi simili a quelle di Delhi, Jaipur, Ujjain, e Mathura. C’è un bel balcone in pietra nella parte settentrionale del ghat. I devoti rendono omaggio qui al lingam di Someswar, il Signore della Luna.

Lalita Ghat
Il defunto re del Nepal ha costruito questo Ghat nella regione settentrionale di Varanasi. È il sito del Tempio Keshav Gange, un tempio di legno costruito in tipico stile Kathmandu, Il tempio ha un’immagine di Pashupateshwar, una manifestazione di Shiva. Spesso si svolgono qui festival locali, tra cui feste musicali e giochi. È uno dei luoghi preferiti per pittori e fotografi.

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VARANASI METEO

Il clima di Varanasi è sub tropicale umido con notevoli variazioni tra le temperature estive e quelle invernali.
L’estate, secca, inizia ad aprile e dura fino a giugno, seguito dalla stagione dei monsoni da luglio a ottobre. La temperatura è compresa tra 22° e i 46°C in estate. Di inverno invece ci sono delle forti escursioni termiche tra il giorno e la notte con giornate calde e notti decisamente fredde. Ondate di freddo provenienti dall’Himalaya fanno scendere le temperature da dicembre a febbraio a 5° C.

VIAGGIO IN INDIA

Conscious Journeys consiglia a tutti di visitare Varanasi, una città che lascia il segno ed aiuta ad aprire le porte della propria consapevolezza, magari tramite il tour studiato ad hoc de Il sacro Gange, per percorrere un itinerario che faccia visitare tutte le più importanti città sul Gange partendo dalla capitale dell India, Delhi, fino a Shantiniketan e passando appunto per Varanasi.

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