12 aprile 2017

Il Gange, il fiume sacro agli indù

Gange

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Il Gange è un grande fiume del sub continente indiano, sgorga tra i ghiacciai dell’Himalaya e attraversando il nord dell’India ed il Bangladesh sfocia nel Golfo del Bengala, ha un valore molto importante per gli indiani ed è il fiume sacro agli indù.

Il fiume Gange è un fiume di 2.510 km, le cui sorgenti sono localizzate sul ghiacciaio di Gangotri e dopo un percorso di circa 700 Km si unisce presso Deoprayag col fiume Alaknanda e da questa confluenza nasce il Gange vero e proprio, probabilmente il fiume indiano più importante.
Il Gange attraversa le pianure nord orientali indiane ovvero le aree più densamente popolate dell’India sviluppatesi lungo le sue rive, basti pensare che quasi la metà della popolazione indiana vive in questa area geografica, in virtù del suo enorme valore biologico, naturale, religioso e spirituale. È proprio grazie al Gange che si sono edificati questi importanti insediamenti, perchè è il maggior fiume d’India e grazie ad esso ha potuto fiorire la vita. Il fiume sacro libera i sedimenti trasportati dai ghiacciai, e ne deposita ogni anno 1,6 milioni di tonnellate, il quadruplo del Rio delle Amazzoni dando così vita a una delle terre più fertili del mondo, è di fondamentale aiuto per il settore agricolo e l’economia di India e Bangladesh. Il fiume e i suoi affluenti forniscono una perenne fonte di acqua per l’irrigazione di una vastissima regione. È altresì importante per la pesca, anche se il fiume soprattutto in alcuni punti specifici è altamente inquinato.

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Fiume sacro agli indù

Il fiume Gange riveste un ruolo molto importante da un punto di vista religioso e spirituale, perchè è il fiume sacro agli indù. Secondo la mitologia induista in origine Ganga, la Dea del fiume, scorreva in cielo. Il pio re Bhagiratha aveva bisogno dell’acqua per purificare le ceneri dei suoi antenati che erano stati arsi dalla furia del saggio Kapila. Brahma acconsentì che la Dea Ganga scendesse sulla terra ma avvertì anche che la sua forza torrenziale avrebbe potuto spazzare via il mondo. Bhagiratha implorò allora l’aiuto di Shiva, il quale pose i suoi capelli arruffati lungo il percorso del fiume celeste. La massa di riccioli rallentò la forza distruttiva di Ganga e suddivise il flusso immenso in un migliaio di corsi d’acqua più piccoli. Il Gange fiume importante per tutta l’India, secondo gli induisti, da la possibilità ottenere il perdono dei peccati e un aiuto per raggiungere la salvezza. Trasporta con le sue acque sentimenti, passioni e spiritualità della popolazione che affida ad esso i corpi dei propri defunti e che usa compiere riti di purificazione sulle sue sponde. Le abluzioni mattutine e serali sono normalmente effettuate presso i ghats, le scalinate che permettono di scendere al fiume. Molte persone compiono lunghi viaggi per immergere le ceneri della cremazione dei propri familiari nelle acque del Gange si crede infatti che questa immersione possa favorire l’ascensione dell’anima al cielo. Numerosi luoghi sacri indù si trovano lungo le sponde del fiume Gange, i più importanti sono certamente Haridwar e Varanasi, quest’ultima la città più importante dell’induismo. Ogni induista almeno una volta nella vita deve recarsi a Varanasi, e deve immergersi nel Gange, almeno da 5 ghats differenti.
Molte cerimonie vengono effettuate lungo le rive del fiume Gange, come il Ganga Aarti, che si celebra al tramonto nelle tre città sante Varanasi, Haridwar e Rishikesh. Si tratta di un rituale indù dedicato alla Dea Madre Ganga, dove alcuni officianti eseguono un’elaborata puja (rituale di offerta) che ha come componente essenziale il fuoco, il tutto in un’atmosfera molto mistica e coinvolgente.

Il Gange dopo aver attraversato città importanti come Rishikesh, Haridwar, Varanasi e Calcutta si incrocia con il Brahmaputra e il Meghna, formando un super-delta, un labirinto di canali e insenature al cui interno si trovano le paludi e le foreste di mangrovie più estese del mondo: le Sundarbans, Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO dal 1997. Qui, mentre i fiumi riversano nel Golfo del Bengala fanghi e sedimenti, le maree dell’oceano sommergono ogni giorno le foreste con l’acqua salata dando origine a uno degli habitat naturali più ostili del pianeta. Nonostante tutto diverse speci di animali riescono a sopravvivere in questi luoghi e, tra questi, la famosa Tigre del Bengala.

viaggio in india

Vivere il fiume Gange in tutta la sua forza e complessità permette di capire meglio la cultura indiana e la spiritualità induista. Per questo motivo Conscious Journeys propone un itinerario specifico proprio per poter vivere a pieno la maestosità del Gange e l’importanza che questo fiume ha per gli indiani e gli induisti, il tour del Sacro Gange, un viaggio che vi farà toccare tutte le più importanti città sul Gange e numerosi progetti di turismo sostenibile.

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