27 Luglio 2019

Punakha Bhutan, famosa per lo Dzong e il riso

Punakha

Punakha è la seconda città più popolata del Bhutan e il centro amministrativo dell’omonimo distretto (uno dei 20 del paese). Si trova a 1200 m sul livello del mare e fu fondata nel XVII secolo dallo Shabdrung Ngawang Namgyal, monaco buddista tibetano considerato il padre fondatore del Bhutan moderno.

Punakha fu la capitale del Bhutan fino al 1955, quando il titolo passò a Thimphu. Fin dall’antichità fu un importante centro commerciale e meta prediletta dai regnanti per il suo clima tropicale.

Punakha Dzong

Punakha Dzong

PUNAKHA COSA VEDERE

Punakha è famosa per il suo splendido Dzong, uno dei più maestosi del paese, per il ponte sospeso in legno che passa su due fiumi e per la coltivazione del riso.

PUNAKHA DZONG

Il Punakha Dzong, il cui nome significa “Palazzo della Grande Felicità“, fu costruito tra il 1637 e il 1638 a partire da una precedente costruzione più piccola, risalente al 1326, ed è il secondo Dzong più antico del paese, sede del governo bhutanese fino al 1955. L’edificio dalle dimensioni imponenti si trova su un’isolotto alla confluenza dei fiumi Pho Chhu (maschio) e Mo Chhu (femmina), che qui giungono dopo esser discesi dalle montagne vicine.

Proprio per la sua vicinanza alle montagne ha subìto più volte danni a causa di alluvioni catastrofiche, dovute allo scioglimento dei laghi glaciali (ultimo episodio molto grave nel 1994). Tra il 1750 e il 1849 lo dzong fu colpito da una serie di incendi, mentre il terribile terremoto del 1897 lo rase quasi del tutto al suolo.

Ricostruito ancora una volta, nel 1986 un ultimo incendio ha danneggiato parzialmente la struttura, che oggi, però, è nuovamente e perfettamente integra.

Il Punakha Dzong presenta una torre centrale di sei piani che si staglia sul meraviglioso panorama montano. Le dimensioni sono 180 m di lunghezza e 72 m di larghezza, con ben 3 cortili interni, anziché due come altri dzong:

  • Il primo ospita uffici amministrativi, uno stupa bianco e un fico sacro;
  • il secondo è più piccolo ed è il sito della torre centrale e delle residenze dei monaci;
  • il terzo è il più interno ed è qui che sono conservati i resti imbalsamati di Ngawang Namgyal, raramente è accessibile ai visitatori.

Sono presenti delle fortificazioni per proteggerlo da attacchi esterni (ripide scalinate in legno che vengono sollevate al bisogno e massiccio portone in legno) e dopo l’incendio del 1986 è stata aggiunta una sala delle preghiere. Le ultime ricostruzioni hanno aggiunto anche decorazioni più ricche, 200 nuove immagini sacre, statue e thangka raffiguranti Buddha, Padmasambhava e altre figure di rilievo per il Buddhismo Vajrayana.

La leggenda narra che Padmasambhava (o Guru Rinpoche) avesse preannunciato la costruzione del Punakha Dzong già a suo tempo, profetizzando che una persona chiamata Namgyal sarebbe arrivato su di una collina simile ad un elefante e quando lo Shabdrung visitò Punakha scelse il punto di confluenza dei due fiumi, ovvero la punta della proboscide dell’elefante dormiente.

Come si può immaginare, il Punakha dzong è stato indissolubilmente legato a importanti occasioni della storia bhutanese, dato che Punakha fu la capitale per molti anni ed è ancora oggi la sede invernale del Dratshang Lhentshog, cioè la Comunità Monastica Centrale del Bhutan, guidata dallo Je Khenpo (più alta autorità religiosa buddista del Bhutan).

Nel 1907 lo Dzong di Punakha fu scelto come luogo per celebrare l’incoronazione del primo re del Bhutan: Ugyen Wangchuck (o Deb Nagpo). Tre anni dopo fu firmato qui il fondamentale trattato di Punakha, con il quale la corona britannica garantiva di non interferire negli affari interni bhutanesi in cambio della gestione degli affari esteri. Nel 1953 fu proprio qui che fu ospitata la prima assemblea nazionale. Il 13 ottobre 2011 è stato celebrato qui il matrimonio indimenticabile del re del Bhutan, Jigme Khesar Namgyel Wangchuck con Jetsun Pema.

È un luogo molto bello, sereno, perfetto per godersi la vista e rilassarsi, guardando scorrere il flusso del fiume, ma oltre alla sua bellezza strutturale, particolarmente spettacolare nei giorni di sole con la luce solare che si riflette sull’acqua dei fiumi e sulle sue pareti bianche, il Punakha Dzong è noto per conservare molte preziose reliquie dei tempi in cui gli antichi re governavano questa valle. Tali reliquie sono particolarmente sacre per la scuola Kagyu del Buddhismo tibetano.

Qui sono conservati i resti di Shabdrung Ngawang Namgyal, l’unificatore del Bhutan, e una reliquia sacra nota come Ranjung Karsapani. La storia narra che questa reliquia, un’immagine auto-creata di Avalokiteswara, sarebbe miracolosamente emersa dalle vertebre di Tsangpa Gyarey, il fondatore della Scuola Drukpa, durante la sua cremazione.

Pontes sospeso di Punakha

PONTE SOSPESO DI PUNAKHA

È sicuramente uno degli Dzong più belli del Bhutan, collegato alla terraferma tramite un ponte a sbalzo coperto, un suggestivo ponte sospeso pedonale fatto di legno, lungo quasi 250 m sopra i fiumi Mo Chhu e Pho Chhu, che vanta il titolo di secondo ponte sospeso più lungo del mondo. Fu distrutto anch’esso dall’alluvione del 1957 e tra il 2006 ed il 2008 fu ricostruito secondo lo stile architettonico tradizionale.

Inoltre, a Punakha si svolge anche uno degli tshechu più interessanti del Bhutan. Gli tshechu sono i grandi festival religiosi, la cui data è variabile ma si aggira attorno al decimo giorno del mese e che si svolge in tutte le cittadine del paese. Gli tshechu sono dedicati a Padmasambhava, il Guru Rimpoche, il maestro che avviò la diffusione del buddhismo tantrico in Bhutan nell’VIII secolo.

Partecipare ad uno tshechu è importante, per espiare i peccati compiuti nel corso della propria vita. Durante le cerimonie i monaci eseguono dei balli e dei rituali, le cui coreografie e vestiti hanno quasi sempre una precisa simbologia cosmica e religiosa. Il Festival di Punakha si svolge ogni anno tra febbraio e marzo e le sue origini vengono fatte risalire ad un preciso fatto storico del XVII secolo: a quel tempo il Bhutan subiva continui attacchi da parte degli eserciti provenienti dal Tibet, interessati a impossessarsi di una preziosa reliquia; grazie al comandante Shabdrung Ngawang Namgyal, il paese riuscì a liberarsi definitivamente degli invasori e per commemorare l’evento venne inaugurato il Festival di Punakha.

punakha chimi lhakhang

Chimi Lhakhang di Punakha

CHIMI LHAKHANG

Un altro monastero affascinante è il Chimi Lhakhang, situato a pochi km a ovest di Punakha, tra bellissime risaie. È uno dei monasteri più panoramici del Bhutan orientale, fondato da Drukpa Kunley, soprannominato il Divino Pazzo o Santo della Fertilità, che ebbe anche il merito di introdurre nel paese la pratica di dipingere falli e posizionare statue dalla forma fallica sui tetti, per scacciare gli spiriti maligni.

Il monaco divenne famoso nel XV secolo per i suoi metodi non proprio ortodossi di illuminare i fedeli (pare che alle donne concedesse la benedizione tramite il sesso).

VALLE IDEALE PER LA COLTIVAZIONE DEL RISO

Altro motivo di fama per la valle di Punakha è la coltivazione del riso. La sua posizione strategica, proprio sulla confluenza di due fiumi, e le favorevoli condizioni climatiche (sia inverni che estati sono caldi) fanno sì che la regione sia un luogo molto fertile e ideale per coltivare diverse varietà di riso, prodotto che ormai è diventato il principale raccolto della zona.

Sia il riso rosso che quello bianco sono coltivati lungo la valle di Punakha e la valle è ricoperta da immense risaie che passano dal verde lussureggiante in estate al giallo oro in autunno.

Molto caratteristico è Ritsha (che significa alla base di una collina), un tipico villaggio di Punakha, le cui case sono fatte di fango martellato con fondamenta di pietra e sono composte da due soli piani. Intorno alle case ci sono ampi giardini e risaie; i primi di solito hanno anche piante da frutto, come arance e papaia, e verdure biologiche.

Negli ultimi anni, il lavoro agricolo si è meccanizzato ed ora invece dei buoi, vengono utilizzati dei macchinari appositi per arare i campi e gli abitanti del villaggio sono diventati relativamente prosperi.

Coltivazione del riso a Punakha

VIAGGIO A PUNAKHA

Conscious Journeys include una tappa a Punakha in tutti gli itinerari proposti per il Bhutan, Bhutan: il regno del Dragone Tuonante (11 gg), L’essenza del Bhutan (8 gg) e Sikkim e Bhutan (14 gg), proprio per la sua importanza storica e culturale.

Il primo ed il secondo itinerario si concentrano solo sul Bhutan ed hanno l’obiettivo di dare una panoramica quanto più varia ed esaustiva possibile su questo incredibile paese dell’Asia. Il terzo, invece, unisce al Bhutan la regione indiana del Sikkim, seguendo i “passi” che Padmasambhava, il Guru Rinpoche, percorse durante i suoi viaggi per diffondere il Buddhismo.

Incredibilmente il Bhutan è riuscito, fino ad ora, a non cedere alla globalizzazione, rimanendo molto fedele a se stesso e preservando le proprie tradizioni e cultura dagli influssi esterni.

Punakha è sicuramente una prova di tale fedeltà alla storia e all’essenza del paese.

Come in tutti gli itinerari proposti, non mancheranno incontri con associazioni locali, per mostrare il loro impegno quotidiano per la società e l’ambiente; con le comunità del luogo, per apprenderne le abitudini e scoprirne la quotidianità; le visite ai monasteri, per conoscere meglio la dottrina buddhista; momenti dedicati alle arti e tradizioni locali, alla storia, alla natura, per garantire ai viaggiatori un viaggio pregno di emozioni ed esperienze indimenticabili.

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