4 febbraio 2018

Anuradhapura, la città sacra dello Sri Lanka

anuradhapura

Anuradhapura Sri Lanka

Anuradhapura, una delle antiche capitali dello Sri Lanka, è famosa in tutto il mondo per le meravigliose rovine che ospita. Qui viveva una delle civiltà principali dell’Asia e del mondo intero e per questo la città è un sito Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Si trova a circa 200 km da Colombo, la capitale, nella provincia centro-settentrionale del paese. Fondata nel IV secolo a.C. fu la capitale del Regno di Anuradhapura fino all’inizio dell’XI secolo e in questo arco di tempo, fu uno dei centri politici più stabili dell’Asia meridionale. Ciò permise lo sviluppo di una grande civiltà, di una cultura unica, che produssero enorme prosperità. Ad oggi la città antica, consacrata dal buddhismo e circondata da monasteri per un’area di oltre 40 kmq, è uno dei maggiori siti archeologici del pianeta.

Anuradhapura è anche una città cara all’Induismo: pare che qui sorgesse la capitale del re Asura Ravana, uno dei protagonisti dell’epopea hindu del Ramayana, libro religioso induista. La leggenda narra che la capitale fu data alle fiamme da sire Hanuman, devoto di Rama, e gli Hindu sostengono che scavando in un punto qualunque della città, prima o poi si troveranno le ceneri dell’antica città.

Dal punto di vista storico, la nascita della città è un argomento di disaccordo tra reperti archeologici e fonti scritte: i primi riportano testimonianze del X secolo a.C., mentre le seconde registrano la fondazione della città ben cinque secoli più tardi, nel V secolo a. C.. La lavorazione della ceramica e del ferro, allevamento dei cavalli, la pastorizia e la coltivazione del riso risalgono all’insediamento umani protostorico, che va dal X al VII secolo a.C.. Tra VIII e VII secolo a.C. l’area su cui sorgeva Anuradhapura crebbe fino ai 50 ettari, grazie avari fattori come la posizione strategica tra i maggiori posti nord-orientali e nord-occidentali, la fertilità del terreno e la fitta foresta che offriva una protezione naturale contro gli invasori.

Le informazioni storiche più antiche, tra il 500 ed il 250 a.C., sono state ritrovate analizzando le cronache cingalesi disponibili. Pare che il progetto della città sia stato lanciato da re Pandukabhaya, che fece costruire mura, porte e quartieri. A quel tempo Anuradhapura si estendeva su un’area di un chilometro quadrato, essendo in effetti una delle città più grandi dell’intero continente.

Si narra che il re Pandukabhaya nominò la città capitale nel IV secolo a.C. e che seguì un preciso piano regolatore per costruirla. Ordinò la creazione di un bacino idrico, che chiamò Abhayavapi, e dei santuari per gli yakkha (antica tribù). All’interno delle mura cittadine fu costruito anche il cetiya Yaksini con la forma di una giumenta, per fare offerte ai semidei. Il re scelse anche la collocazione del cimitero, della piazza per le esecuzioni, del Pacchimarajini, della palma di Vyadhadeva e della casa dei grandi sacrifici. Gli schiavi o Candala (mangiatori di cani) incaricati dei lavori, vivevano in un villaggio costruito appositamente per loro. Furono costruite anche case per i seguaci delle filosofie Nigantha e Ajivaka, per gli asceti itineranti, e per i Brahmani. Inoltre, l’esistenza di un piano regolatore sarebbe confermata dalla costruzione di edifici amministrativi ed ospedali.

Al re Pandukabhaya successe il principe Mutasiva, che regnò per circa 60 anni, mantenendo Anuradhapura come capitale e facendo costruire i Giardini Mahāmeghavana, che ebbero poi un ruolo importante nella storia del Buddhismo in Sri Lanka.

Il Buddhismo giunse su quest’isola durante il regno del figlio di Mutasiva, Devanampiya Tissa, tra il 250 ed il 210 a.C., ben 236 anni dopo la morte del Buddha. L’imperatore Asòka dell’India inviò suo figlio, il monaco Mahinda, in una missione religiosa in Sri Lanka. Per ringraziare la missione guidata da Mahinda degli insegnamenti e dei doni, il re Devanampiya Tissa offrì ai monaci il monastero Mahāmeghavana della città e questo divenne poi noto con il nome di Mahāvihāra. Fu questo il periodo in cui sorse una civiltà basata su una delle più grandi religioni dell’Asia Meridionale.

Con l’avvento del Buddhismo la città crebbe di importanza ed iniziò l’era delle grandi costruzioni. Il re Kutakannatissa ordinò la costruzione delle mura alte sette cubiti (unità di misura locale, corrispondente a circa 40/50 cm) con un fossato esterno. Mura che furono ulteriormente ampliate da 11 a 18 cubiti da re Vasabha. Quest’ultimo fece aggiungere anche diverse porte fortificate, visibili ancora oggi. Pare che per le costruzioni venissero convocati non solo architetti, ma anche indovini.

Un pellegrino cinese che visitò la città, Fa-Hsien, fu molto colpito dalla sua organizzazione e nei suoi resoconti scrisse che ad Anuradhapura fossero presenti due principali gruppi di persone: i mercanti, sia locali che stranieri, con le loro case lussuose; i cittadini comuni, che vivevano per lo più di agricoltura.

Nel Mahāvaṁsa, che significa ‘Grande storia’ ed è una cronaca della storia dello Sri Lanka risalente al VI secolo d.C., si legge che fu re Devanampiya Tissa a comprendere l’importanza di delineare confini sacri e a credere in una vita conforme agli insegnamenti di Buddha; delineò quindi un’area specifica e ordinò la costruzione di edifici all’interno dei Giardini Mahamegha.

Si parla di ‘Era dei grandi edifici’ perché proprio in questo periodo furono costruiti complessi monastici e palazzi tra i più alti del mondo. Esempio lampante ne è il dagoba (o stupa) Jetavanavihāra, costruito da re Mahāsena, ancora oggi il più alto edificio in mattoni della Terra.

Sotto il re Devanampiya Tissa, nel 249 a.C., fu costruito anche il grande monastero di Mahāvihāra, che può essere definito come la culla del Buddhismo Theravāda. Il monastero di Abhayagirivihāra fu invece costruito da Vattagāmaṇi-Abhaya tra il 29 ed il 17 a.C. e diventò sede di una delle principali comunità Mahāyāna dell’isola.

Nei sobborghi della città furono eretti i monasteri principali con i loro enormi stupa, come il Maha Thupa, l’albero dello Sri Maha Bodhi e il Thuparama di Mahāvihāra, che si trovano ancora nella zona sud della città. A nord troviamo il monastero di Abhayagirivihāra, ad est il Pubbarāma, a sud-est il Jetavanavihāra ed a nord-ovest il Tanovana.

La fama della città crebbe sempre più, sia come centro amministrativo che religioso, e sempre più persone vi si trasferirono stabilmente. Per rispondere alle esigenze della crescente popolazione furono presi provvedimenti da re Vasabha che fece costruire numerosi laghi connessi da una rete di canali sotterranei, serbatoi e una diga, per fornire acqua a tutta la città e per irrigare coltivazioni e risaie. Furono creati anche parchi, esempi sono il Ranmasu Uyana e il Tisa Weva, che però erano riservati alla famiglia reale. I vari governanti compresero l’importanza della sanità e dell’educazione e crearono numerosi ospedali in città, ma non si limitarono solo a questo: re Upatissa II fornì case ai ciechi ed agli zoppi; re Buddhadasa, che fu medico, decise che ogni dieci villaggi fosse nominato un medico, per il mantenimento dei quali veniva devoluta una quota delle tasse derivanti dai terreni; egli creò anche rifugi per i senzatetto in ogni villaggio.

Il periodo d’oro di Anuradhapura corrispose all’inizio dell’era cristiana. La città si trovava tra Ninive e Babilonia per numero di abitanti, splendore dei santuari e degli edifici pubblici e per le proporzioni colossali per l’epoca: le quattro mura di cinta, ognuna lunga 26 km, racchiudevano un’area di ben 663 kmq. Inoltre la città possedeva il più complesso sistema di irrigazione del mondo antico, situato in una zona arida. Molti dei bacini che furono costruiti sono ancora esistenti e si ritiene che alcuni di questi siano i laghi artificiali più antichi del mondo.

Anurādhapura fu la capitale Sri Lanka dal V secolo a.C. fino al 1017, anno dell’invasione indiana, che spostò la residenza reale. I continui attacchi causarono il declino della città, impoverendo il regno. Dopo il saccheggio del 1017 e il trasferimento della capitale a Polonnaruwa, la città versava in pessime condizioni e gran parte della popolazione dovette abbandonarla. Fu solo nel XVIII secolo, quando i britannici esplorarono la giungla, che le rovine furono ritrovate ed alcune parti furono trasportate nelle città vicine per restaurare alcuni bacini di irrigazione.

Con i suoi 40 kmq di superficie, il sito archeologico di Anuradhapura Sri Lanka è uno dei più grandi al mondo. Le tante rovine possono essere divise in 3 tipologie: i Dagoba (o stupa), edifici a forma di campana, realizzati in mattoni, con dimensioni variabili dai pochi metri ai 340 metri di circonferenza; tra i più importanti ci sono il Thuparama, uno dei più antichi, il Ruvanveliseya, il più venerato e i due giganti Jetavanarama ed Abhayagiriya; i Monasteri, di cui sono stati ritrovati colonne, piattaforme e fondamenta; il più famoso forse è il Palazzo bronzeo, eretto attorno al 164 a.C. da re Dutugemunu, che sembra contasse mille stanze decorate con pietre preziose e argento, suddivise su 9 piani; i Pokuna, ovvero le vasche che fornivano acqua potabile alla città. Qui si trova anche lo Sri Maha Bodhi, il sacro albero di fico, originatosi da un germoglio dell’albero sotto il quale il Buddha fu illuminato. La piantina discendente dall’albero sacro fu portata in Sri Lanka nel III secolo a.C. dalla figlia dell’imperatore indiano Asoka, Theri Sangamitta, che fondò poi anche un ordine di monache buddhiste ed il re Devanampiya Tissa la fece piantare nei giardini di Mahāmeghavana. Un altro luogo magico è il tempio di Isurumunuya completamente scavato nella roccia.

Viaggio in Sri Lanka

Conscious Journeys vi conduce alla scoperta dell’antica città di Anuradhapura in tutti i suoi tour Tesori dello Sri LankaL’essenza dello Sri lanka. Potrete dunque partire alla volta di questa storica città patrimonio dell’UNESCO e rivivere l’epoca dei Re dell’antica Ceylon.

  • anuradhapura
  • anuradhapura
  • anuradhapura
  • anuradhapura
  • anuradhapura
Go top