23 Settembre 2018

Scoprire l’autenticità dell’Asia con un viaggio in Birmania

viaggio in birmania

Un viaggio in Birmania non è un viaggio qualunque. La storia del Myanmar comincia in tempi antichissimi, ma è stata quella recente a segnare di più il paese, distinguendolo dagli altri paesi asiatici. La dittatura militare ha fatto sì che società ed economia del paese non seguissero l’evoluzione che si è verificata nei paesi vicini. Qui il boom economico, la corsa al progresso e l’occidentalizzazione non hanno avuto luogo, con pro e contro del caso. Un viaggio in Birmania è come un viaggio indietro nel tempo.

Storia breve della Birmania

Si ritiene che i primi abitanti della Birmania furono i Mon, che si stabilirono lungo il fiume Irrawaddy. I Birmani o Bamar, l’etnia principale del paese, migrarono in questa area nel IX secolo e provenivano dal Tibet. Nell’849 fondarono il regno di Pagan, che raggiunse l’apice del suo splendore nella seconda metà dell’XI secolo e che successivamente prese il controllo di buona parte dell’Indocina. Questo periodo è definito il primo impero birmano e fu interrotto dalle invasioni dei mongoli di Kublai Khan. Nel 1531 iniziò il secondo impero birmano, che decadde a causa delle lotte interne; neanche il terzo impero birmano, creato nella seconda metà del ‘700, ebbe vita facile per via dei continui attacchi della Cina e degli scontri con gli inglesi. I Britannici alla fine prevalsero e fino al 1937 il paese fu una provincia dell’India britannica. Durante la seconda guerra mondiale, nel 1942, i giapponesi invasero la Birmania e scacciarono gli inglesi. L’indipendenza dagli inglesi durò poco, ma poi divenne ufficiale nel 1948, quando la Birmania divenne una repubblica con il nome di Unione della Birmania.

Aung San, attivista nazionalista fin da giovane, che avrebbe dovuto guidare il paese, fu assassinato dai sicari inviati dal suo avversario U Saw nel luglio 1947. Nel 1948 iniziò una guerra civile che devastò il paese e si protrasse a lungo, finché nel 1962 il governo democratico fu rovesciato e fu instaurato un governo militare. Il governo non ebbe scrupoli e represse con estrema violenza le rivolte popolari e studentesche, arrestò gli avversari politici e ridusse la libertà di stampa. Durante tutta la dittatura, Aung San Suu Kyi, figlia di Aung San e premio Nobel per la Pace nel 1991, si è dedicata alla difesa della democrazia e della libertà della Birmania e del suo popolo, sempre in modo pacifico, subendo arresti e minacce.

Fu solo nel 1990 che si tennero, dopo ben 30 anni, elezioni libere. La Lega Nazionale per la Democrazia, partito di Aung San Suu Kyi, ottenne 392 seggi su un totale di 485, ma il governo sostenuto dall’Esercito, non accettò tale risultato, rovesciò l’assemblea e arrestò Aung San Suu Kyi ed altri leader del partito. Questo fu solo il primo di una serie di arresti e rilasci che dovette subire Aung San Suu Kyi fino alla definitiva liberazione nel 2010.

Furono le sanzioni internazionali a fare pressione sul governo, che nel 2008 concesse un referendum costituzionale e nel 2010 si ebbero nuovamente le elezioni, ma anche in questo caso furono largamente contestate e boicottate dal partito di Aung San Suu Kyi, che non le riteneva davvero libere. Fondamentale per avviare un cambiamento fu l’incontro nel 2011 tra Aung San Suu Kyi e il nuovo presidente U Thein Sein: il governo cominciò a concedere alcune riforme che mostravano una discreta apertura verso una democrazia liberale, un’economia mista e una riconciliazione del paese. Fu istituita la Commissione Nazionale per i Diritti Civili, 200 prigionieri politici furono rilasciati e furono promulgate leggi che garantivano la formazione del sindacato, la libertà di scioperare e una diminuzione della censura della stampa.

Il 1 aprile del 2012, si tennero elezioni parlamentari parziali: si trattò dell’assegnazione di soli 46 seggi parlamentari vacanti, mentre la maggior parte di essi restava in mano ai militari e ai membri eletti nel 2010. Il partito di Aung San Suu Kyi trionfò, conquistando 43 dei 46 seggi disponibili, e questo fu un messaggio politico molto importante riguardo il volere del popolo. Nel 2015 si sono svolte nuove elezioni parlamentari generali, che hanno portato nuovamente alla vittoria il partito della Lega Nazionale per la Democrazia, nonostante un 25% dei seggi restino nelle mani delle forze armate.

Attualmente il Myanmar è in crescita, si riprende dal periodo di repressione e paura e lentamente si apre al mondo, anche se molte ombre sono calate sulla famosa leader birmana e sul governo del Myanmar, per come è stata gestita la questione della minoranza etnica dei Rohingya nella regione del Rakhine. La giunta militare, secondo l’ONU ha compiuto “un esempio da manuale di pulizia etnica”, senza che la leader birmana prendesse posizione sull’argomento e anzi mettendo in discussione le analisi fatte dagli ambasciatori ONU. La situazione è, ad oggi, in continua evoluzione e si sta continuando ad indagare per comprendere meglio la situazione.

Viaggio in Birmania

Perché scegliere di fare un viaggio in Birmania? Perché, nel bene e nel male, il paese è rimasto autentico, fedele a se stesso e alle proprie tradizioni, alla proprio cultura. Trascorrere dei giorni in Birmania potrebbe risultare disorientante, ma di sicuro un’esperienza unica e indimenticabile. Le politiche di chiusura attuate dalla dittatura militare hanno in qualche modo impedito qualsiasi ingerenza esterna, rendendo il Myanmar un posto tra i paesi meno occidentalizzati del mondo. Se da una parte questo aspetto può sembrare positivo, caratteristico, pittoresco, non bisogna dimenticare il prezzo che il paese ed il suo popolo hanno dovuto pagare.

Durante la dittatura, la stessa Aung San Suu Kyi affermava che un viaggio in Birmania fosse solo un modo per sovvenzionare il regime, ma da quando le cose sono cambiate, anche lei invita a visitare il paese per cui tanto ha lottato. Il turismo di massa è giunto in Birmania solo dal 2014, ma sta accelerando velocemente e bisogna affrettarsi per riuscire a vedere la Birmania vera, prima che imprenditori aggressivi e accordi economici la stravolgano. La domanda fondamentale, quindi, è: in Birmania cosa vedere? Laghi, montagne, spiagge, templi e città storiche, sono tanti i paesaggi che offre il Myanmar e scegliere i luoghi da visitare durante un viaggio in Birmania potrebbe essere difficile.

VIAGGIO IN BIRMANIA COSA VEDERE?

Naypyidaw
Naypyidaw è la capitale della Birmania dal novembre 2005, situata a circa 300 km da Yangon. La città sta assistendo ad uno sviluppo velocissimo, con conseguente aumento della popolazione. È una città prettamente amministrativa, dove sono state trasferiti tutti i luoghi del potere parlamentare, ma probabilmente una città con meno valore storico e culturale.
Yangon
Yangon, l’ex capitale della Birmania, città più popolata e centro più importante del paese (ex Rangoon, anglicizzazione del nome locale). Fu fondata sotto la dinastia Mon nell’XI secolo, con il nome di Dagon, attorno alla preesistente pagoda Schwedagon ed era inizialmente un piccolo villaggio di pescatori. Il re Alaungpaya la conquistò nel 1755, durante la sua campagna per unificare il paese. Le cambiò nome da Dagon a Yangon. Durante la prima guerra anglo-birmana tra il 1824 e 1826 fu conquistata dagli inglese, ma subito restituita al termine del conflitto. Un incendio la distrusse nel 1841. Dal 1852 fu di nuovo di dominio anglosassone e dovette aspettare il 1948 per riconquistare l’autonomia.
Bago
Bago, anche nota come Pegu, fondata dal popolo dei Mon, fu capitale durante la colonizzazione britannica. Oggi è un importante centro industriale, ma vanta un parco archeologico con dei templi molto interessanti e il Buddha disteso più lungo al mondo, Shwethalyaung Buddha.
Mandalay
Seconda città del paese come meta turistica, terza per numero di abitanti, importante porto commerciale. Fu fondata nel 1857 dall’imperatore Mindon Min e scelta come capitale del regno birmano; lo fu fino alla conquista britannica nel 1885. Il suo regale passato è ancora visibile nei tanti monasteri, templi, parchi e nel Palazzo Reale. Dalla vicina Mandalay Hill potrete ammirare il tramonto e la città dall’alto.
Bagan
Bagan è il celeberrimo sito archeologico con centinaia di pagode che costellano l’omonima valle, che copre un’area di circa 10 kmq. Dopo la fondazione, nell’874 d.C., divenne velocemente un centro di rilievo. Tra il 1000 e il 1200 furono costruite la maggior parte delle strutture, ma solo nel 1057 il re Anawrahta volle trasformarla in un centro religioso e da allora Bagan è punto di riferimento per gli studi del settore. Nel 1287 andarono perdute molte delle reliquie religiose qui conservate a causa delle scorrerie e dei saccheggi da parte dei mongoli; uno dei luoghi imperdibili durante un viaggio in Birmania.
Lago Inle
Con una superficie di 72 kmq è il secondo lago del paese. Ha acque poco profonde (profondità massima 390 cm, che può aumentare di 160 cm durante la stagione piovosa). È molto suggestivo, per via dei tipici villaggi costruiti su palafitte e della popolazione locale che ha imparato a vivere in simbiosi perfetta con la natura.
Ngapali
Luogo che attira molti turisti grazie alle lunghe spiagge di sabbia chiara, perfetta per gli amanti del mare.

VIAGGIO IN BIRMANIA QUANDO ANDARE?

Ultimo aspetto da considerare prima di pianificare un viaggio in Birmania è il clima, è importante capire in Birmania quando andare per potersi godere al massimo il viaggio e ridurre al minimo gli inconvenienti atmosferici: il periodo migliore va da novembre a febbraio, quando non è colpita dai monsoni. La soluzione migliore, in ogni caso, è partire ben equipaggiati per ogni evenienza, con abiti leggeri e qualcosa di più caldo; repellenti per insetti; abbigliamento anti vento e anti pioggia.

TOUR BIRMANIA

Conscious Journeys propone diverse alternative per un viaggio in Birmania: Il meglio del Myanmar: si parte dal nord, da Mandalay e poi si prosegue verso il meridione, fino a Yangon. Comprende la visita di Bagan, del Lago Inle, dei villaggi locali e di Pindaya;

Brimania: trekking, tribù e templi: questo itinerario procede in direzione opposta al precedente, parte dal sud, da Yangon, e procede verso nord fino a Mandalay, con tante soste in villaggi locali, al Lago Inle, a Bagan e Amarapura;

L’essenza della Birmania: è pensata per viaggatori con poco tempo a disposizione e condensa in 9 gg alcune delle tappe più significative e imperdibili del paese;

Crociera nel mare delle Andamane e cultura Moken: questo itinerario tocca sia la Birmania che la Thailandia, principali paesi che ospitano le poche comunità Moken che ancora resistono in questa epoca moderna; in particolare si visiteranno le isole Mergui, appartenenti alla Birmania;

Estensioni di viaggio: a Ngapali Beach o alle isole Mergui o crociera sulle stesse, se si vuole fare un po’ di mare oppure un ritiro meditativo presso il monastero della foresta Pa-Auk, se si è interessati ad un’esperienza più introspettiva.

Dunque, la Birmania ha tutte le carte in regola per rubare il cuore ai viaggiatori, stupirli con il suo fascino antico e immutato, le sue tradizioni ataviche. Non vi resta che scegliere uno dei tour Birmania e partire alla scoperta di questo paese meraviglioso e così differente.

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