9 giugno 2017

Maldive, un angolo di paradiso

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Già solo nominare le Maldive, fa sì che nella nostra mente si creino immagini di immense spiagge bianche bagnate da acque cristalline. Le isole Maldive fanno parte di uno degli arcipelaghi più sognati ed agognati, meta romantica spesso scelta per i viaggi di nozze. L’arcipelago dista 735 km dallo Sri Lanka e si estende per 754 km in lunghezza e 188 km in larghezza. È composto da 1192 isole coralline formatesi in diversi momenti in base ai movimenti causati dall’attività vulcanica del punto caldo di Riunione, oggi situato sotto l’omonima isola nell’arcipelago delle Mascarene, a largo delle coste del Madagascar. Gli atolli naturali sono 26, ognuno formato da più isole, molte delle quali disabitate. In tutto l’arcipelago, le isole abitate sono solo 200, di cui circa 100 sono adibite a strutture turistiche. Molte isole sono deserte, costituite solo da distese di sabbia dorata. L’isola maggiore è Fua Mulaku, nell’atollo di Gnaviyani, nella zona meridionale delle Maldive, mentre la capitale è Malè e si trova sull’omonimo atollo, nella zona centrale dell’arcipelago. Le varie isole si trovano sia all’interno degli atolli, sia lungo la barriera oceanica che li delimita, separandoli dalle acque più profonde e fungendo da protezione durante le mareggiate. Tali barriere sono interrotte da alcuni canali, che se da un lato favoriscono il ricambio di acqua all’interno degli atolli, dall’altro provocano anche forti correnti sia in entrata che in uscita. Inoltre, quasi tutte le isole sono circondate da una barriera corallina che delimita una laguna. La stessa sabbia bianca di cui sono costituite le isole nasce dall’azione erosiva che sia il mare, che alcune specie di pesci che si nutrono di corallo, esercitano sulla barriera corallina. L’elevazione massima delle isole è di 2 metri s.l.m. e solo sulle isole maggiori si trovano fonti di acqua dolce.

Dai ritrovamenti archeologici sembra che fino al 1500 a.C. le Maldive fossero disabitate. L’attuale popolazione discenderebbe da gruppi di religione buddhista provenienti dall’India meridionale e dallo Sri Lanka che migrarono qui attorno al IV e V secolo. Con il crescente ruolo commerciale dell’Asia, le rotte in questa area si intensificarono e gli arabi compresero l’importanza di avere le Maldive come punto di scalo. L’influenza araba fu forte e dal XI secolo si assistette ad una graduale conversione all’Islam finché nel 1153 le Maldive divennero un sultanato. Nel XIV secolo l’Europa cominciò a minacciare le Maldive ed i Portoghesi furono i primi ad occuparle nel 1558. Già nel 1573, però, furono scacciati, il sultanato fu ristabilito e rimase indipendente fino al 1887, anno in cui divenne un protettorato britannico. Per ottenere l’indipendenza dalla Gran Bretagna, le Maldive hanno dovuto aspettare fino al 1965 e nel 1968 il sultanato è divenuto una repubblica presidenziale. Dal 1978 al 2008, con la presidenza di Maumoon Abdul Gayoom, le Maldive hanno avuto un governo quasi totalitario, che ha esercitato uno stretto controllo sull’informazione e sull’opposizione, quasi del tutto sparita. Nonostante vari tentativi di spodestarlo, durante il suo governo il presidente Gayoom non ha mai perso il controllo del paese. Nel 2003 Amnesty International pubblicò un rapporto sulle violazioni dei diritti umani messe in atto dal regime di Gayoom e dal 2004 molte manifestazioni hanno reso evidente il grado di esasperazione della popolazione. Dal 2008, con la vittoria del partito democratico, le Maldive hanno iniziato un processo di modernizzazione e liberalizzazione. Uno dei grandi successi del primo governo democratico è stato aver reso l’economia maldiviana indipendente dalle fonti di energia fossile: una economia pulita, basata sul sole, sul vento e sul biodiesel. Molti passi avanti sono stati fatti anche riguardo la difesa dell’ambiente e della biodiversità della barriera corallina, bloccando la speculazione edilizia incontrollata. Nel 2012 c’è stato un golpe ad opera dei sostenitori del passato regime, della polizia e dei movimenti islamici, tutti contrari alle riforme costituzionali che abolivano la preminenza della religione islamica nella costituzione maldiviana. Ancora oggi il paese è piuttosto restio ad aprirsi sugli argomenti religiosi.

MALDIVE QUANDO ANDARE

Un viaggio alle Maldive rientra di diritto nella lista di cose da fare assolutamente nella vita.  Il clima Maldive è monsonico, con un periodo secco da Dicembre ad Aprile ed uno umido da Maggio a Novembre, che porta piogge torrenziali che possono durare da poche ore a giorni interi. Sebbene molti prediligano i mesi estivi per intraprendere dei lunghi viaggi, per le Maldive agosto potrebbe non essere la scelta più adatta. Per rispondere dunque alla domanda, quando andare alle Maldive, la risposta sarà da Dicembre ed Aprile, perchè assicura di potersi godere in totale tranquillità le spiagge ed il mare maldiviani. Le temperature restano più o meno costanti per tutto l’anno, oscillando tra i 26° ed i 31° C, con lievi escursioni termiche tra giorno e notte.

Viaggio Maldive

Conscious Journeys propone delle vacanze alle Maldive di 8 giorni Maldive sostenibili, che vi porta sul’isola di Hanimaadoo, situata nella parte Nord ed una delle isole più belle dell’arcipelago. L’isola può anche essere scelta come estensione mare da aggiungere ad altri itinerari. Qui si sarà accolti in un meraviglioso eco-resort, che ha anche istituito un Centro per la Conservazione che offre molte ‘attività responsabili’ per i turisti. In questo modo i servizi per il turismo rivestono un ruolo importante nel monitoraggio ambientale di un’ecosistema così complesso e delicato. Le Maldive sono il luogo ideale sia per chi voglia solo rilassarsi in spiaggia, sia per coloro che amano esplorare i fondali marini ed osservare la flora e la fauna locali.  La meraviglia di questi luoghi vi regalerà ricordi indelebili e un’esperienza che vi arricchirà.

Prima di partire consigliamo sempre di leggere accuratamente la scheda del paese sul sito Viaggiare Sicuri.

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