24 maggio 2017

Taj Mahal, il mausoleo di Agra in India

Taj Mahal

Taj Mahal

Il Taj Mahal, il mausoleo situato ad Agra, nello stato indiano di Uttar Pradesh, è uno dei monumenti più noti al mondo e i motivi della sua fama sono molteplici. Si tratta di un maestoso monumento funebre costruito nel 1632 per volere dell’imperatore moghul Shah Jahan, in memoria della sua moglie preferita, l’imperatrice Arjumand Banu Begum, nota come Mumtaz Mahal. È forse il monumento più famoso e rappresentativo dell’India, il primo che viene in mente se si pensa a questo paese, un po’ come la torre Eiffel per la Francia. Con circa 3 milioni di visitatori ogni anno, è di certo uno dei più affascinanti ed imponenti esempi di architettura musulmana del mondo ed è anche simbolo eterno della potenza dell’amore. Dunque unisce meraviglie architettoniche ad un forte carisma, creando un’atmosfera magica che avvolge i visitatori e li riporta alla splendente età imperiale. Dal 1983 è sito patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, mentre dal 2007 è annoverato tra le sette meraviglie del mondo.

Le leggende del Taj Mahal

Una credenza vuole che il nome Taj Mahal (che tradotto in modo letterale significa “Corona del Palazzo” o “Palazzo della corona”) sia un’abbreviazione del nome della tanto amata sposa dell’imperatore. Oggi ci si riferisce spesso al mausoleo chiamandolo solo il Taj. Ma chi era questa donna? Arjumand Banu Begum era una nobile di Agra che nel 1612, a 19 anni, sposò il futuro imperatore moghul, divenendo la sua terza moglie e ben presto anche la sua preferita. Non si hanno molte informazioni su di lei, ma pare fosse dotata di una incredibile bellezza e di grandi virtù morali. L’imperatrice era chiamata Mumtaz Mahal che significa “Luce del palazzo” e morì nel 1631, durante la nascita del 14° figlio dell’imperatore. La leggenda racconta che prima di morire Mumtaz avrebbe chiesto all’imperatore di farle quattro promesse: la prima era di costruirle un monumento funebre che non avesse precedenti, la seconda era trovare una nuova moglie che facesse da madre ai loro figli, la terza era di mostrarsi sempre comprensivo con i figli e la quarta di onorare ogni anno l’anniversario della sua morte recandosi al Taj Mahal. Sempre secondo la leggenda, il dolore per la perdita dell’amata fu tale che i capelli e la barba dell’imperatore divennero tutti bianchi in pochi mesi.

Taj Mahal storia

Inizialmente il mausoleo doveva essere costruito a Burhanpur, luogo del decesso dell’imperatrice, ma il trasporto del marmo sarebbe stato difficoltoso e quindi si decise di erigerlo ad Agra, capitale del regno moghul. Ciononostante, i lavori durarono ben 22 anni ed il Taj Mahal fu terminato solo nel 1654. Si stima che circa 20.000 persone presero parte alla costruzione ed alcuni tra i migliori maestri artigiani dell’Europa e dell’Asia Centrale furono convocati dall’imperatore. (La leggenda narra che alla fine dei lavori Shan Jahan abbia fatto tagliare le mani ai capimastri, accecare i calligrafi e decapitare l’architetto, affinché nessuno di loro potesse riprodurre altrove un edificio somigliante al Taj Mahal). L’identità dell’architetto che lo progettò è tuttora incerta, ma molti esperti ritengono probabile che fosse il persiano Ustad Ahmad Lahauri. Il Taj Mahal sorge sulle rive del fiume Yamuna ed è un edificio a pianta rettangolare composto all’interno da 5 strutture principali: il portone d’ingresso, che nell’architettura islamica ha una rilevanza particolare, in quanto rappresenta il punto di separazione tra il caos del mondo esterno e fisico e la serenità spirituale dello spazio interno; il charbagh, ovvero il giardino a base quadrata tradizionalmente diviso in quattro aree, la moschea, lo jawab o “casa degli ospiti” ed il mausoleo vero e proprio. All’esterno ci sono due portoni minori e otto torri a base ottagonale. Una volta entrati dall’ingresso principale, elegantemente decorato con iscrizioni coraniche, ci si ritrova nello splendido giardino, abbellito con fiori e viali alberati. Due canali d’acqua dividono l’area in quattro zone, ognuna ulteriormente divisa in quattro parti da viali interni, incontrandosi al centro in una vasca di loto, che crea un meraviglioso gioco di specchi, riflettendo il Taj Mahal. Percorrendo il viale centrale del giardino si giunge al mausoleo. Nel pieno rispetto dei canoni della simmetria, alla destra ed alla sinistra del mausoleo sono situate rispettivamente lo jawab e la moschea. Quest’ultima è il cuore spirituale del complesso, luogo di culto dei tantissimi pellegrini che giungono al Taj Mahal. Il mausoleo è l’unica parte interamente rivestita di marmo bianco, le altre strutture sono in arenaria rossa locale con decorazioni in marmo. Oltre all’arenaria ed al marmo, sono stati utilizzati ben 28 tipi diversi di pietre preziose importate da tutta l’Asia ed incastonate nel marmo bianco del Taj Mahal, per un costo stimato attorno ai 32 milioni di rupie. L’intera costruzione segue, in maniera quasi ossessiva, le regole della geometria auto replicante e della simmetria: gli elementi principali si ripetono in tutte le strutture e spazi pieni e vuoti sono perfettamente simmetrici in tutta la costruzione. Il quadrato, in particolare, si ripete frequentemente essendo considerato simbolo della perfezione divina. Lo stesso mausoleo, infatti, poggia su una base quadrata alta 7 metri con agli angoli quattro minareti. È sormontato da una cupola alta 26 m e larga 18 m. Al centro esatto della struttura si ergeva il cenotafio dell’imperatrice, ma nel 1666 il sepolcro del suo sposo le fu affiancato. L’ironia della sorte ha voluto che proprio l’imperatore rovinasse la perfetta simmetria che aveva preteso: non essendo previsto un secondo sepolcro nel mausoleo, la sua posizione rompe la altrimenti assoluta simmetria del Taj Mahal. Le quattro pareti del mausoleo sono interamente rivestite di marmo bianco e sono ornate con nicchie, stalattiti, fiori in rilievo, citazioni del Corano, arabeschi, intrecci e pietre preziose. Sfortunatamente, i tesori del Taj Mahal sono stati in gran parte depredati dopo la fine dell’era moghul. Gli stessi sarcofagi di Mumtaz e dell’imperatore sono vuoti e pare che i corpi siano stati trasferiti nella cripta sotterranea o forse nelle fondamenta, che ospiterebbero ben 17 stanze inaccessibili. I due sepolcri sono decorati con quelli che sono considerati i più bei mosaici di pietre preziose del mondo, grazie alla vivacità delle cromie. L’attenta cura delle proporzioni e della prospettiva, l’armonia della curva della cupola, l’iridescenza del marmo bianco, che cambia colore in base alle ore del giorno, divenendo rosato all’alba, bianco latteo di giorno e dorato alla luce della luna, sembrano dare un’impressione di leggerezza al Taj Mahal, quasi fluttuasse tra l’azzurro del cielo ed il verde del giardino, creando un’immagine quasi onirica. Purtroppo poco dopo la fine dei lavori, l’imperatore fu deposto ed imprigionato dal figlio, che spostò la capitale da Agra a Delhi. Alla fine del XIX secolo, a causa dell’erosione e dei ladri di tombe, il Taj Mahal versava in condizioni disastrose. Fu solo nel 1899, durante l’occupazione britannica, che Lord George Nathaniel Curzon, nominato viceré dell’India, avviò il restauro dell’edificio, che terminò nel 1908. Durante il XX secolo il governo ebbe gran cura del Taj Mahal, costruendo delle impalcature protettive sia durante la II guerra mondiale sia durante la guerra contro il Pakistan tra il 1965 ed il 1971. Recentemente un nuovo problema rischia di deteriorare il famoso monumento indiano: l’inquinamento. La grande quantità di polveri sottili che infesta l’aria sta provocando un ingiallimento del candido marmo ed oltre alle periodiche operazioni di pulitura, il governo indiano ha varato una legge che vieta la costruzione di industrie inquinanti nelle aree circostanti al Taj Mahal.

viaggio in india

Conscious Journeys propone ben due viaggi solidali che fanno tappa ad Agra e vi conducono ad ammirare il Taj Mahal : Il triangolo d’oro e i deserti del Rajasthan e Rajasthan Rurale.

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