5 gennaio 2017

Holi Festival in India, la festa dei colori

Holi Festival

Holi Festival

L’Holi festival, o festa dei colori, è una festa induista che nasce in India per festeggiare l’arrivo dell’equinozio di primavera, la stagione della gioia e della speranza. L’Holi festival è stata successivamente adottata anche in occidente (con un significato diverso) ed è universalmente riconosciuta come una delle feste più famose ed importanti dell’India, diventando festa nazionale. L’Holi festival ha acquisito diversi significati, è infatti una festa che celebra la fine dell’inverno e l’arrivo della primavera, ma anche la vittoria del bene sul male, il momento per recuperare relazioni che si erano interrotte e il ringraziamento per un buon raccolto degli agricoltori. In ogni caso racchiude in se il concetto essenziale della positività e che grazie a questa celebrazione, le persone possono sfilare insieme per abbracciarsi e condividere la festività in una esplosione di colori e gioia contagiosa. Probabilmente per questo motivo questa festività è riuscita a varcare i confini nazionali e ad avere una grande presa su molti paesi non induisti.
L’Holi Festival dura circa un giorno e mezzo, e la sua data varia di anno in anno a partire dalla prima notte di plenilunio nel calendario induista e quello gregoriano, comunque generalmente tra metà febbraio e marzo, in un periodo in cui finisce il freddo ed anche la natura sembra partecipare all’Holi Festival, risvegliandosi e sfoderando i suoi colori migliori, un segnale che viene indicato come di buon auspicio per il raccolto e per gli agricoltori. I rituali iniziano la sera prima con l’Holika Dahan, e cioè l’accensione di un falò che brucia i rami rinsecchiti dall’inverno che offre l’occasione per pregare affinché il male interiore venga distrutto nel modo in cui Holika, la sorella del re demone Hiranyakashipu, è stata uccisa nel fuoco dichiarandone la sua fine. Holika è un demone delle scritture Hindu e Veda, e per questo motivo l’Holi Festival trasmette questo messaggio positivo, perchè rappresenta la vittoria del bene sul male, della speranza e della gioia. Il giorno della celebrazione più famosa dell’Holi festival, il Rangwali Holi viene vissuta con danze, riti e cibi particolari, oltre che nella sua forma più diffusa e cioè con l’utilizzo di polveri colorate che le persone tirano in aria tra le strade e i villaggi, e si lanciano a vicenda, colorando le persone ed il cielo con queste nuvole dai colori variegati ed attribuendole quindi anche uno dei nomi più diffusi, appunto festival dei colori. Alla festa partecipano tutti senza distinzione, con il principio che sono tutti uguali, amici o stranieri, ricchi o poveri, uomini o donne, bambini e anziani, per ridere e scherzare insieme degustando le prelibatezze e le bevande tipiche della festa dei colori India.

Significati religiosi

L’Holi festival dei colori viene festeggiato in tutto il sub continente indiano e a seconda della regione viene etichettata con nomi diversi, ma anche tramandata come celebrazione di eventi religiosi specifici. Ci sono più legende che spiegano la festività e celebrano Vishnu, Krishna e Shiva.

La legenda di Vishnu racconta del re Hiranyakashipu e del figlio Prahlada in una battaglia epica, dove il re, un demone dell’induismo, un Asura, perseguitò il figlio per la sua devozione al dio Vishnu e che più volte ha tentato di uccidere con grande crudeltà. Il re aveva guadagnato dei poteri speciali, non poteva essere ucciso ne da un essere umano ne da un animale, ne al chiuso ne all’aperto, ne al giorno ne alla notte, ne con armi a proiettili ne con armi corpo a corpo, ne a terra, in acqua o aria. A quel punto si sentì invincibile e si considerò un dio e volle essere venerato da tutti. Il figlio che invece rimase fedele a Vishnu fece infuriare il padre che gli inflisse notevoli torture, fino a porlo in una pira accesa con la zia Holika. Holika era protetta da un mantello magico e mentre il fuoco ardeva violentemente all’improvviso il mantello volò da Holika a Prahlada, proteggendolo, Holika bruciò e comparve il dio Vishnu sotto forma di Narasimha, un essere mezzo uomo e mezzo leone che al crepuscolo portò Hiranyakashipu alla porta di casa, lo mise in grembo e lo uccise con i suoi artigli da leone, superando tutti i vincoli necessari ad uccidere il re demone. Il falò di Holi dunque rappresenta la celebrazione della vittoria simbolica di Prahlada su Hiranyakashipu e del fuoco che bruciò Holika.

La legenda che celebra Krishna invece commemora l’amore divino di Radha per Krishna. Krishna sviluppò da piccolo il suo caratteristico colore di pelle scura a causa del latte avvelenato che bevve dalla sua madre adottiva, il demone Putana. Disperato per la paura che Radha, dalla pelle molto chiara, potesse non apprezzare il suo colore venne convinto dalla madre ad avvicinarsi a Radha e a colorarle il viso con dei colori, evento che fece sbocciare l’amore e trasformò i due in una coppia. Da allora la giocosa colorazione del viso di Radha viene commemorata come festa dei colori.

In generale l’Holi festival è una festività molto gioiosa e sentita, dove ci si dedica a liberarsi degli errori del passato, serve a porre fine ai conflitti incontrando gli altri, un giorno per dimenticare e perdonare. Le persone infatti pagano i debiti o perdonano i nemici, un giorno per ricominciare e ripartire daccapo.

Rituali della festa

HOLIKA DAHAN

Alla vigilia dell’Holi Festival, generalmente al tramonto si accendono falò che simboleggiano la pira dove venne bruciata la demone Holika, e quindi la vittoria del bene sul male. Un momento dove raccogliersi in preghiera e purificarsi dal male e dai pensieri oscuri, liberarsi delle negatività, il primo passo per accogliere l’idea del perdono.

HOLI

La mattina dopo il falò di Holika è il momento della festa e del divertimento puro, dove bambini e adulti si mescolano per giocare e spruzzarsi con pistole ad acqua, buttare polveri di colori secchi, lanciare gavettoni con acqua colorata e formare delle vere e proprie squadre armate per imbrattarsi a vicenda. Questa parte della festa simboleggia Vishnu che colora il viso della sua innamorata Radha. Generalmente vengono utilizzati colori con pigmenti naturali e vegetali, a base di curcuma, neem, dhak e kumkum, ma ultimamente si stanno diffondendo molti colori sintetici più brillanti e colorati ma più inquinanti e pericolosi per la pelle e l’ambiente. Durante la festa si mangiano piatti e bevande tipiche della festa dei colori come il Gujia, degli gnocchetti fritti a base di semolino farciti con una miscela zuccherata di latte e frutta secca; Mathri, biscotti diffusi soprattutto nella zona del Rajasthan, con farina, acqua e cumino, spesso serviti con mango o peperoncini insieme al tè; Malpua, dei pancake che miscelano semola, latte e yogurt e immersi in sciroppo di zucchero, ma le varianti sono pressoché infinite e diverse da regione a regione.

FINE DELLA FESTA

La festa finisce la sera, quando tutti si ripuliscono dai colori, si fanno il bagno, si rasserenano e vanno a salutare amici e parenti visitandoli e scambiandosi i dolci.

Viaggio in India

In India, Conscious Journeys, offre diversi tour che vi faranno vivere l’Holi festival, principalmente nel nord dell’India dove è maggiormente sentito, e gli itinerari più utilizzati sono: Il triangolo d’oro e i deserti del Rajasthan, il viaggio nel Rajasthan rurale e l’Essenza dell’India del Nord.

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