9 novembre 2016

Viaggi solidali per la salvaguardia della biodiversità

tamil nadu

viaggi solidali

Conscious Journeys è una impresa sociale nata in India nel 2013, e l’obiettivo è quello di promuovere il turismo responsabile, mirando alla salvaguardia della diversità biologica e culturale esistente sul nostro pianeta, incoraggiando stili di vista sostenibili dal punto di vista ambientale, attraverso viaggi solidali basati:

  • sulla valorizzazione, promozione e tutela delle varie forme di biodiversità e sull’affermazione della individualità come esseri umani,
  • sulla certezza che esiste una connessione profonda tra tutti gli individui aldilà delle differenze culturali e sociali.

L’approccio del turismo responsabile nasce appositamente per migliorare i luoghi di interesse, sia per le persone che ci vivono che per quelli che li visitano e per produrre concretamente risultati, nell’ottica di uno sviluppo sostenibile.

Cooperiamo in diversi paesi del sud dell’Asia, intrattenendo forme di sussistenza con soggetti svantaggiati e adottando pratiche sostenibili per l’ambiente, offrendo prevalentemente viaggi solidali in India, ma anche in Bhutan, Birmania (o Myanmar), Sri Lanka, Thailandia, Maldive, isole Andamane, e Borneo malese.

In particolare ci impegniamo affinché le comunità locali dei paesi che ospiteranno i viaggiatori possano trarre benefici di una equa e trasparente distribuzione dei ricavati provenienti dall’utilizzo delle loro risorse naturali e dalle loro conoscenze.

  • Biodiversità Conscious Journeys
  • Biodiversità Conscious Journeys
  • Biodiversità Conscious Journeys

IL PROGETTO NEL NILGIRI

Gli sforzi maggiori avvengono nella regione dei Ghati Occidentali nel distretto di Nilgiri, nell’India del Sud, che copre un area di 2479 kmq toccando i confini dei tre stati di Tamil Nadu, Kerala e Karnataka. La regione del Nilgiri è una delle aree ecologiche più fragili ed è stata la prima  bio-riserva dell’India dichiarata dall’UNESCO nel 1986 inserendola nel programma ‘Man and Environment’ (Uomo e Ambiente).

Durante il colonialismo inglese, parte della vegetazione autoctona venne sostituita da monocolture di tè e piantagioni di caffè e, nel corso del tempo, l’esigua popolazione nativa subì le migrazioni di altri gruppi provenienti da diverse parte del paese. I Ghati Occidentali rimasero, per un lungo periodo, isolati dal resto del paese, divenendo così rifugio per alcune comunità che si sono adattate alla vita nella foresta divenendo pastori, artigiani, raccoglitori, curatori, cacciatori o contadini per procurarsi il sostentamento necessario. La coesistenza tra uomo e ambiente si è poi tramutata in una simbiosi rituale, economica e sociale, che è durata nel tempo. Attualmente, il numero dei migranti supera quello dei nativi: secondo il censimento del 1991, nel Nilgiri, su una popolazione totale di 710.214 persone, gli abitanti nativi sono 25.048, ovvero il 3.53%.

Il progetto quindi mira allo sviluppo e all’attuazione, su scala ridotta, di un modello replicabile basato su un uso equo e sostenibile delle risorse naturali, che possa accrescere le opportunità di sostentamento del popolo Kattunayakan (che nella lingua locale significa “re della foresta”).

Vogliamo rafforzare la comunità Kattunayakan che vive nella zona del parco nazionale di Mudumalai sostenendo i loro diritti e promuovendo azioni a favore della biodiversità. Con i nostri partner abbiamo creato e consolidato una organizzazione comunitaria (CBO) che permetta ai Kattunayakan di progettare, implementare e gestire il loro progresso e di negoziare con le autorità (in particolare, il Dipartimento forestale), incoraggiando una corretta gestione delle foreste.

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